Presentazione del Centro
Funzioni
Il ciclo di E. granulosus

La malattia nell'uomo

Controllo/Prevenzione E. C

Attività del Centro
- Laboratorio Nazionale
di riferimento: Attività
- Epidemiologia Veterinaria
- Epidemiologia Umana
- Educazione Sanitaria
- Corso Itinerante Nazionale


ASL: modalità invio
campioni


Contatti




ECHINOCOCCOSI: EZIOLOGIA E CICLO VITALE

INTRODUZIONE

L’echinococcosi è una zoonosi, malattia parassitaria, causata dalla forma adulta o larvale del cestode del genere Echinococcus (dal greco echino = guscio spinoso e coccus = granello), appartenente alla famiglia Taeniidae.
Finora all’interno del genere Echinococcus sono state riconosciute 4 specie, denominate Echinococcus granulosus complex, E. multilocularis, E. oligartus, E. vogeli.
Echinococcus spp. necessita di due ospiti (mammiferi) per  il completamento del suo ciclo vitale. La forma adulta del parassita alberga nel cane domestico e in canidi selvatici, che rappresentano gli ospiti definitivi ed eliminano le uova nell’ambiente con le feci. Ospiti intermedi naturali sono soprattutto gli ovini, oltre a caprini, suini, bovini, cavalli che si infestano ingerendo le uova.; l’uomo rappresenta l’ospite intermedio accidentale. Le uova ingerite si schiudono nel piccolo intestino liberando la forma larvale (larva esacanta) che migrando nel circolo sanguigno si può localizzare a livello epatico,  polmonare e occasionalmente in altri siti dove si sviluppa passando dallo stato di metacestode (cisti idatidea). La fase di sviluppo ha una durata variabile.

CENNI STORICI

La storia di questo parassita si perde nella notte dei tempi.                                    
Ippocrate nel IV secolo avanti Cristo, descrisse,  nel libro sulle “Affezioni interne”,  particolari “tumori contenenti acqua… nel polmone” , e li paragonò a quelli presenti negli animali. Non si rese però conto della loro natura parassitaria.
Nel I secolo dopo Cristo, venne descritta per la prima volta l’idatidosi cistica epatica, come una “...particolare specie d’idrope riconoscibile per certe piccole vescicole molto spesse, ripiene d’umore, che si manifestano dove suole comparire l’ascite”“. Risale però solo alla fine del 1600 la prima supposizione della natura parassitaria di tali formazioni. Infatti lo studioso Edward Tyson (1683) osservando alcune cisti nell’omento di una gazzella, pensò che si trattasse di una specie d’insetto nato nel corpo dell’animale e lo chiamò Lumbricus hydropicus, perché conteneva molta acqua. L'ipotesi che le cisti fossero stadi larvali di una specie di tenia fu proposta dal naturalista tedesco Pallas solo nel 1766. Infine, nel 1853 fu eseguita la prima infestazione sperimentale del cane a cui fu somministrato un fegato di montone infestato da cisti idatidee. Nell’intestino tenue dell’ospite fu individuata una piccola tenia, che venne chiamata Taenia echinococcus. Fu così definito il ciclo del parassita.

TASSONOMIA

Phylum: Plathelminthes
Classe: Cestoda
Ordine: Cyclophyllidea
Famiglia: Taenidae
Genere: Echinococcus
Specie: E. granulosus complex, E. multilocularis, E. vogeli, E.oligartus.
In particolare la Specie E. granulosus complex comprende:
E. granulosus sensu strictu (G1ceppo ovino - G2 ceppo ovino della Tasmania - G3 ceppo del bufalo);
E. equinus (G4 ceppo equino);
E. ortleppi (G5 ceppo bovino);
E. canadensis (G6 ceppo del cammello - G7 ceppo suino - G8 ceppo cervidi americani - G10 ceppo cervidi europei);
e due nuovi ceppi: E. felidis o ceppo del leone presente in Africa e E. shiquicus o ceppo della volpe presente in Tibet

STADI DEL PARASSITA

Adulto: misura 2 – 7 mm di lunghezza, ed è costituito da uno scolice armato e da 3 – 4 segmenti (raramente 6), denominati proglottidi che costituiscono la strobila. L’ultima proglottide, che contiene le uova, si stacca dalla strobila, e viene espulsa con le feci nell’ambiente. 
Uova: misurano  25 – 30 micron di diametro. Sono estremamente resistenti nell’ambiente esterno, in cui sopravvivono per numerosi mesi in ambienti umidi e basse temperature. Le uova mature contengono l’embrione esacanto, dotato di una doppia corona di uncini,  rivestito e protetto da una membrana chitinosa detta embrioforo.
Larva (cisti idatidea o metacestode) : si sviluppa negli ospiti intermedi (ovini, caprini, bovini suini, equidi,  e uomo).
Presenta una struttura complessa, è infatti costituita da diversi strati. Dall’esterno all’interno si distinguono: il pericistio, tessuto fibro sclerotico di pertinenza dell’ospite, che non appartiene alla cisti in senso stretto; la membrana cuticolare, biancastra, costituita da lamelle concentriche di sostanze polisaccaridiche;  la membrana proligera, di circa 20 – 25 micron di spessore, da cui originano le vescicole proligere, ognuna delle quali contiene i protoscolici.
Man mano che la cisti si sviluppa, nuove vescicole proligere si formano dalla membrana germinativa, mentre le vecchie tendono a staccarsi e a depositarsi sul fondo, costituendo la cosiddetta sabbia idatidea.

CICLO VITALE

Il parassita adulto si sviluppa e vive nell’intestino del cane domestico e di canidi selvatici, che si infestano ingerendo le forme larvali contenute nei viscere degli ospiti intermedi.
I protoscolici, contenuti nella parete delle cisti, si evaginano e raggiungono la parete dell’intestino tenue a cui si ancorano mediante lo scolice armato. Qui il parassita si sviluppa fino al raggiungimento dello stadio adulto dopo 35 – 60 gg . Solo l’ultima proglottide, gravida, si distacca dalla strobila e viene espulsa con le feci nell’ambiente esterno. La capacità contrattile della proglottide consente il suo spostamento dalla massa fecale aumentando la contaminazione ambientale. Inoltre i vettori passivi, animati e inanimati, quali insetti,   possono contribuire ad una ulteriore disseminazione del parassita.


Gli embrioni esacanti contenuti nelle uova, ingeriti dall’ospite intermedio, attraversano la parete intestinale, raggiungono il circolo linfatico ed  ematico, e si localizzano a livello epatico.
Se il filtro epatico viene superato, il parassita raggiunge, attraverso il cuore destro, i polmoni, che rappresentano  la seconda sede di localizzazione definitiva. Se anche la barriera polmonare viene superata, il parassita può raggiungere e svilupparsi in qualunque distretto dell’organismo.

Una volta che le oncosfere  raggiungono la loro sede definitiva, passano allo stadio di metacestode (cisti idatidee). La fase di sviluppo ha una durata variabile; sono necessari anche parecchi mesi prima che l‘idatide produca protoscolici (idatide fertile). Ogni singola ciste è in grado di produrre diverse migliaia di protoscolici, anche se non tutte le cisti sono fertili