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Motivazioni e contesto di riferimento
La promozione della qualità, oltre ad essere un’ovvia esigenza culturale e tecnica di qualunque azienda moderna che offra un prodotto od un servizio agli utenti, trova particolare motivo d’essere in due aspetti legati alla produzione: l’ottimizzazione dei processi produttivi e la libera circolazione delle merci.

Quest’ultima, nell’Unione Europea, ha portato alla ribalta problemi già da tempo affrontati a livello mondiale da paesi che più intensamente effettuano scambi commerciali. E’ evidente infatti che un prodotto che supera i confini nazionali deve possedere caratteristiche valutabili oggettivamente, o meglio, essere «conforme» ad uno standard di qualità universalmente riconosciuto.

Per facilitare il funzionamento del mercato interno l’Unione Europea ha quindi proceduto ad una importante revisione legislativa basata sull’approccio globale alla qualità, nel quadro di una strategia d’insieme capace di creare un clima favorevole allo sviluppo ed al miglioramento della competitività.

Il miglioramento della qualità assume carattere di grande interesse per:

gli operatori del settore, in termini di competitività e benefici;

il cittadino, che trae vantaggi in termini di qualità della vita;

gli enti pubblici, che possono trovare la strada per un recupero di operatività gestionale e di risorse economiche;

le amministrazioni, che possono utilizzare moderni strumenti di valutazione e governo degli enti.

Lo sviluppo della qualità è naturalmente esteso anche alla movimentazione degli animali ed al commercio dei loro prodotti, cioè alla catena alimentare: mangimi - animali - alimenti di origine animale. Il mondo Veterinario egli Istituti Zooprofilattici in particolare sono specificatamente coinvolti nel controllo di tale filiera.

La Direttiva Comunitaria 93/99, recepita in Italia con il D.Lgs. n°156 del 26 maggio 1997, aveva fissato il termine del 1° novembre 1998 per l’accreditamento dei laboratori di prova che effettuano i controlli ufficiali sugli alimenti, che devono quindi lavorare in conformità alle norme EN 45001 (attualmente alla UNI EN ISO 17025) , essere verificati in accordo a EN 45002 da organismi che operano secondo EN 45003 (tale prescrizione è stata ribadita nel Regolamento CE n°822/2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali).

Gli Istituti Zooprofilattici quindi rientrano appieno nell’applicazione di tale Direttiva delle norme europee, che, se da un lato possono rappresentare una priorità, non possono essere l’unico obiettivo della promozione della qualità all’interno delle loro strutture. Infatti, giacché il problema investe anche l’aspetto delle certificazioni veterinarie e delle prove di laboratorio concernenti in generale lo stato di salute degli animali, o meglio il livello di qualità degli allevamenti e delle loro produzioni, sembra logico ritenere che sia più organico affrontare a tutto campo lo sviluppo della qualità, l’applicazione delle norme relative alla competenza e l’accreditamento dei laboratori degli Istituti Zooprofilattici, che possono venire successivamente notificati dal Governo Italiano all’Unione Europea come Laboratori Ufficiali.

Già da tempo l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna si muove seguendo questa logica più universale, nella convinzione che l’impegno assunto, ancorché più gravoso, ripagherà in termini di benefici.

Anche nella nostra Isola le esigenze del territorio indicanoche l’intera catena ambiente - animali - alimenti di origine animale, meglio descritta come: igiene e salubrità degli allevamenti - sanità animale - igiene e salubrità degli alimenti di origine animale necessita di una definizione delle proprie caratteristiche in termini di qualità.

Tale considerazione è ovvia ancor più se si riflette sulle particolarità del tessuto produttivo agricolo della Sardegna e sui problemi attualmente legati alle produzioni più importanti: produzione e commercializzazione del latte e dei prodotti derivati, produzione e trasformazione dei prodotti suini e di quelli tipici in genere, sviluppo dell’acquacoltura, sui quali l’economia regionale intende basare il proprio rilancio puntando sulla qualità dei prodotti.

Dagli anni ’90 ad oggi l’esperienza delle organizzazioni (Enti di normazione, aziende operanti a diversi livelli nell’ambito produttivo, Istituzioni, Pubbliche Amministrazioni) è notevolmente e velocemente maturata tanto da determinare una rivoluzione copernicana nell’approccio all’organizzazione aziendale. In sintesi questi cambiamenti sono:

  1. il privilegiare il controllo di processo rispetto al controllo di prodotto che – essendo uno strumento di prevenzione – determina un abbattimento dei costi di produzione. Tale modalità, già presente nel Total Quality Management e nell’approccio “giapponese” alla Qualità, ha trovato valida applicazione nel campo della sicurezza alimentare con i principi dell’autocontrollo ed i sistemi HACCP ed in generale con il controllo di filiera, nel campo della sicurezza sui luoghi di lavoro, negli ambiti ambientali ed in genere negli aspetti “sociali” affrontati dalla UE
  2. l’attenzione sugli obiettivi e sui processi di una organizzazione, piuttosto che sulle funzioni e sulle risorse, entrambe costituenti conseguenze dei primi piuttosto che di uno statico organigramma. Gli strumenti indicati già negli anni sessanta dai “guru”  della Qualità, tenuti dentro i libri ma fuori dalle norme ISO 9000 del 1994, ovvero il diagramma di Ishikawa, la ruota di Deming, le tabelle matriciali delle responsabilità, sono stati la base delle nuove edizioni delle ISO 9000:2000 che vedono nell’approccio per processi e nel miglioramento continuo gli strumenti tecnici per la gestione aziendale
  3. la messa a fuoco della soddisfazione del cliente piuttosto che la qualità del prodotto in sé. Un prodotto di elevata qualità non ha reale valore se non incontra la piena soddisfazione del cliente. Non a caso la ricerca della soddisfazione del cliente è il primo degli otto principi enunciati dalla ISO 9000:2000.
  4. la definizione di sistemi di gestione quali strumenti di miglioramento dell’organizzazione, piuttosto che l’implementazione di Sistemi Qualità. Il concetto “Qualità” è stato giustamente disgiunto dalla gestione di una organizzazione e considerato un obiettivo piuttosto che uno strumento. Con chiarezza nelle nuove ISO 9000 e nella ultima edizione della ISO 17025 – come a voler scacciare tentativi, peraltro diffusamente riusciti nel passato, di relegare la qualità a “cul de sac” delle organizzazioni e deputata a mantenere un sistema formale che permettesse certificazioni o accreditamenti – definiscono il Sistema di gestione lo strumento finalizzato ed impiegato dall’alta Direzione per tenere sotto controllo l’organizzazione e quindi per poter individuare i miglioramenti possibili.

Obiettivi

Il processo di adeguamento dell’Istituto alle norme per operare in qualità, o meglio l’approccio in termini di qualità globale della struttura, ha uno sviluppo organico e sistematico, che vede coinvolti tutti i fattori - umani, ambientali, metodologici e strumentali - che insieme concorrono alla erogazione della prestazione, sia essa un dato analitico, un prodotto od un servizio. Infatti la qualità si persegue soltanto se si effettua non solo il controllo del prodotto finito, ma soprattutto il controllo del processo.

Lo sviluppo della qualità passa attraverso la convinta partecipazione di tutti gli operatori, dal Direttore all’Agente Tecnico; ecco quindi che la formazione, il convincimento ed il coinvolgimento del personale diventa il punto cardine per la promozione della qualità. Soprattutto su questo aspetto si intende continuare ad investire in termini di risorse e di sforzi conseguenti comuni.

Ma questo naturalmente non è l’unico processo da sviluppare nei confronti ed assieme al Personale. Infatti un Sistema di Gestione Qualità deve poter disporre di personale con professionalità ed esperienza provate ed adeguate ai compiti, ed avere una struttura organizzativa con responsabilità ben definite per ogni persona. La competenza e la responsabilità professionale sono quindi gli strumenti utilizzati per personalizzare la strutturazione ed organizzazione attuale dell’Ente.

In definitiva la Direzione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna stabilisce, nelle direttive aziendali, di considerare la qualità come elemento determinante per:

  • migliorare il servizio reso all’utenza
  • soddisfare, attraverso il servizio reso, le esigenze del cliente e del consumatore
  • formare e motivare tutto il personale
  • ottimizzare i costi di gestione
  • rispettare le prescrizioni della norma UNI EN ISO/IEC 17025 e dell’Organismo di Accreditamento

Tali obiettivi - in una struttura come il nostro Istituto a valenza regionale e con diverse sedi territoriali - sono raggiungibili attraverso l’elemento qualificante della politica aziendale che consiste nel facilitare le possibilità di contatto dei nostri clienti con le nostre professionalità e potenzialità interne. In particolare ciò è possibile (e vantaggioso in termini di efficacia e di efficienza):

- rendendo tutte le nostre sedi delle porte di ingresso di pari livello
- garantendo la competenza necessaria per i rapporti con i clienti in tutte le sedi
- favorendo e sollecitando la stesura e l’accreditamento di prove “in multisito” in modo fra l’altro da garantire uniformità di capacità e competenze e le opportune sostituzioni
- privilegiando l’accreditamento di prove ritenute strategiche dalla nostra utenza per il mantenimento del livello sanitario della nostra Regione

La Direzione per dare corso a tali politiche individua quindi le seguenti responsabilità:

- il Responsabile della Qualità tiene aggiornato il Manuale della Qualità e le Procedure Gestionali e  verifica l'adeguatezza e la corretta attuazione di quanto formalizzato

- i Responsabili di tutte le funzioni aziendali attuano il Sistema di Gestione Qualità e garantiscono, attraverso le risorse possibili, la competenza propria e del personale ad essi assegnato

- a tutto il personale è richiesto di familiarizzare con la documentazione del sistema ed attuarla

E’ evidente quindi che sviluppare il processo di miglioramento della qualità significa:

- garantire la competenza del personale
- adeguare le strutture e la strumentazione;
- definire le procedure, i metodi ed i rapporti di prova;
- assicurare la riservatezza delle informazioni e la corretta gestione degli archivi, l’indipendenza dagli utenti e l’imparzialità di giudizio;
- assicurare - attraverso una gestione interna del flusso dei campioni e dei relativi dati disponibili  informaticamente - l’esecuzione di prove da parte di laboratori in una sede diversa da quella accettante.

Il presente Manuale ed i Documenti Organizzativi dei Dipartimenti descrivono in dettaglio come si perseguono questi obiettivi.

Al fine di dare concreta realizzazione a quanto fin qui esposto i laboratori

  • sviluppano ed utilizzano metodi di prova precisi ed accurati, specifici, sensibili
  • assicurano che tutto il personale abbia il grado di competenza necessario allo svolgimento delle prove
  • si sottopongono ai piani di verifiche ispettive interne
  • applicano in modo appropriato la norma UNI EN ISO/IEC 17025

il Dipartimento amministrativo ed i Servizi in genere

  • sviluppano processi di erogazione di servizi interni ed esterni mirati alla soddisfazione degli utenti
  • si sottopongono ai piani di verifiche ispettive interne
  • applicano in modo appropriato le norme della serie UNI EN ISO 9000

 

il Dipartimento Produzioni

  • applica in modo appropriato le norme previste dal D.L. 27.1.1992, n.120 e la norma UNI EN ISO 9001:2000
  • sviluppa processi di produzione rispettosi delle norme «Good Manufactoring Practices» contenute nel D.M. 8 novembre 1993 «Attuazione della Direttiva della Commissione 91/412/CEE sulle buone prassi di fabbricazione dei medicinali veterinari»

Risorse impiegate

Per dar corso alla realizzazione della politica della Qualità vengono impegnate tutte le risorse dell'Ente, che possono essere così descritte:

  • personale adeguatamente addestrato, motivato e formato in merito ai principi della Qualità ed alle competenze professionali specifiche per il settore in cui ciascuno opera
  • apparecchiature, il cui consistente viene continuamente adeguato ed aggiornato al progresso tecnico e mantenuto in efficienza attraverso adeguati programmi di manutenzione
  • strutture che vengono continuamente ampliate, rinnovate, adeguate e mantenute in efficienza
  • impianti idonei e sottoposti a regolare manutenzione
  • risorse informative, per permettere al personale di mantenere elevati livelli di conoscenza e competenza specifiche
  • risorse informatiche, per migliorare, razionalizzare e facilitare la diffusione e la gestione delle informazioni.

Tali risorse sono dettagliate nei Documenti Organizzativi dei Dipartimenti.




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