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Lo sitzigorru sardu ora è prodotto agroalimentare tradizionale
La chiocciola selvatica della Trexenta o "Sitzigorru sardu" è stata riconosciuta ufficialmente prodotto agroalimentare tradizionale.  L’identificazione è stata possibile grazie al lavoro dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna, dell’Agenzia LAORE e dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, che hanno predisposto la documentazione tecnica e storica. Questo prestigioso riconoscimento è assegnato esclusivamente a quei prodotti le cui pratiche di lavorazione risultano consolidate nel tempo e che vantano una storia non inferiore ai 25 anni. 

Lo sitzicorru entra così nell’albo dei prodotti alimentari tradizionali che il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (MIPAAF) ha aggiornato proprio lo scorso mese, con l’inserimento della scheda dedicata che è stata proposta dalla Proloco del  Comune di Gesico e sviluppata con la collaborazione della Dott.ssa M. Paola Cogoni (Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna), delle Dott.sse Paola Ugas ed Elisabetta Pace (Agenzia regionale LAORE) e del Dott. Raimondo Mandis (Assessorato regionale all’Agricoltura).

Il suo nome scientifico è Eobania vermiculata, ma è nota soprattutto come rigatella o, appunto, sitzigorru (in lingua sarda) ed è la specie più conosciuta e ricercata fra le chiocciole in Sardegna. Vive in un ambiente cespuglioso ed erboso, ed è caratterizzata da una conchiglia a bande marroni più o meno scure, alternate ad altre chiare e la sua carne è molto apprezzata. 
Sotto il profilo nutrizionale,  in generale la carne contiene una scarsa quantità di grassi e quelli presenti sono maggiormente rappresentati dai grassi insaturi - soprattutto polinsaturi -, con scarsi effetti sul colesterolo. In particolare il grasso contenuto nel corpo della chiocciola è soprattutto di origine strutturale, non di deposito. Le proteine della carne di chiocciola sono quindi definite di “buona qualità”, ossia ricche di aminoacidi essenziali reperibili solamente negli alimenti di derivazione animale. Inoltre non è da sottovalutare la ricchezza in micronutrienti quali calcio, zinco, magnesio, ferro e boro.




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