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Pet therapy, uno studio dalla parte degli animali

SASSARI, 16/09/2010
La pet therapy è una risorsa per la salute degli uomini. E questo è un fatto ormai accertato. Ma uno studio realizzato dall'Istituto Zooprofilattico della Sardegna e dalla facoltà di Veterinaria dell’Università di Sassari è andato oltre, e ha dimostrato che anche per i cani “terapeuti” non ci sono conseguenze negative sul benessere fisico.Il  progetto, finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna, ha coinvolto dieci anziani della casa di riposo di Sassari.
 
Il progetto. Il lavoro, intitolato “Il valore assistenziale e terapeutico della pet-relationship”, era semplice ma ambizioso: vincere l'isolamento in cui cadono spesso gli anziani con problemi psico fisici, creando nuove motivazioni e curiosità grazie alla presenza dei cani. Ma non è tutto. Il programma puntava anche a migliorare la mobilità, la sensibilità e l'autostima dei pazienti con divertenti giochi in compagnia degli animali.
«Un altro obiettivo era quello di valutare il benessere dei cani coinvolti nelle attività – spiega la responsabile della ricerca e direttore sanitario dell'Istituto, Paola Nicolussi-. Perché, nonostante l’ampia letteratura in materia di pet therapy, il mondo scientifico è ancora diviso e non sa dire con certezza se esistono effetti negativi per gli animali».
 
Il gruppo di lavoro. Al progetto, della durata di otto mesi, hanno partecipato dieci ospiti di Casa Serena tra i 60 e gli 80 anni con problemi motori, psichiatrici, neurodegenerativi (Alzheimer) e difficoltà di socializzazione. Accanto a loro quattro tra i “migliori amici dell'uomo”: 3 pastori tedeschi (Gold, Fedro e Simba) e un meticcio (Rudy).
«I cani sono stati scelti in base al grado di addestramento e ai requisiti fondamentali di affidabilità, prevedibilità e controllabilità – spiega la dottoressa Raffaella Cocco dell’Università di Sassari-. Mentre l’equipe operativa era formata da un neuropsichiatra, due veterinari e un addetto alle videoriprese, perché l'osservazione è il metodo migliore per la valutazione dei progressi ottenuti».
 
I risultati. Superata la diffidenza iniziale, ogni visita di Gold, Fedro, Simba e Rudy si trasformava in un momento di festa per gli ospiti della Casa, che hanno avuto un evidente miglioramento alla fine della terapia. «Nel corso del progetto, abbiamo registrato un interesse e una motivazione crescenti, un tono dell’umore più elevato e una maggiore fluidità nei movimenti degli anziani – prosegue la dottoressa Cocco -. Questo ci permette di affermare la validità della terapia assistita dagli animali negli ambiti cognitivi e comportamentali, ma soprattutto nello stimolo alla comunicazione verbale e alla socializzazione».

«Per quanto riguarda i cani, invece, possiamo dire che il lavoro svolto non ha messo in evidenza alcuna manifestazione d’ansia o variazione del normale modello comportamentale – conclude Paola Nicolussi. Inoltre, sia i valori della frequenza cardiaca, sia la concentrazione di cortisolo misurati dopo la pet therapy non si discostavano da quelli rilevati in condizione di riposo. Parametri che dimostrano come il benessere degli animali non sia stato in alcun modo compromesso».

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