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Sicurezza alimentare, trovate cozze contaminate da tossine

SASSARI, 04/10/2010
Le cozze del nord Adriatico contaminate da tossine algali sono arrivate anche in Sardegna. Lo ha accertato l’Istituto Zooprofilattico “Pegreffi”, che a seguito degli esami biologici ha riscontrato «una concentrazione di tossine algali del tipo DSPsuperiore ai limiti di legge».
I test sono stati eseguiti dal laboratorio di Ispezione degli alimenti, diretto dal dottor Sebastiano Virgilio, e hanno dato esito positivo su quattro campioni provenienti da una pescheria e tre supermercati di Quartu Sant’Elena, Alghero e Nuoro. I mitili sono stati prelevati dai Servizi Veterinari delle Asl tra il 20 e il 22 settembre, all’indomani dei casi di intossicazione registrati a Torino e nel nord Italia.
L’esito dei test è stato trasmesso all’assessorato regionale alla Sanità e alle Aziende sanitarie interessate, che hanno attivato il sistema di allerta nazionale per la sicurezza alimentare. Secondo le informazioni riportate sull’etichetta delle confezioni, le cozze provengono dall’alto Adriatico, ma per sapere con certezza se si tratta della stessa partita responsabile dell’emergenza dei giorni scorsi si dovranno attendere i controlli delle Asl sulla distribuzione commerciale. Intanto, per una più accurata identificazione delle tossine, una parte dei campioni è stata inviata al Centro di referenza nazionale per le tossine marine di Cesenatico.
 
«Le tossine algali sono stabili al calore e rimangono attive anche dopo la cottura dei molluschi - spiega il dottor Virgilio –. L'intossicazione si manifesta dopo 1-7 ore dall'ingestione e causa disturbi gastrointestinali come diarrea, nausea e vomito che possono andare avanti per tre giorni. Non sono mai stati segnalati casi mortali, tuttavia – avverte l’esperto – possono manifestarsi effetti anche gravi sulla salute di soggetti deboli o immunodepressi, come bambini, anziani e donne in gravidanza. Per quanto riguarda la loro presenza nel Mediterraneo, invece, possiamo dire che è conseguenza della diffusione di specie tossiche dovuta alla globalizzazione dei commerci, e che il fenomeno è aggravato dalla eutrofizzazione delle acque a causa delle attività umane».
 
In Sardegna la prima presenza di tossine algali è stata accertata nel 2002 negli allevamenti del golfo di Olbia. Successivamente, l’Istituto Zooprofilattico ha rilevato la positività di tossine del tipo PSP in alcuni allevamenti regionali e nei prodotti di importazione.

 




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