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RICERCHE ministeriali - Anno 2006

Titolo Progetto:
Diagnosi di Echinococcosi cistica: allestimento di Kit Elisa basati su proteine native e/o ricombinanti

N. identificativo: IZS SA 001/2006
Responsabile:
Dr. ssa Sebastiana Tola
razionale del progetto 2006-1

L’Echinococcosi cistica dovuta alla forma larvale del cestode Echinococcus granulosus, è una patologia cronica che colpisce sia l’uomo che gli animali e che pone dei seri problemi di sanità pubblica in ampie regioni del mondo, in particolare dove viene effettuato un’ allevamento a carattere intensivo. In Sardegna, nonostante le precedenti campagne di eradicazione abbiano notevolmente ridotto la pressione parassitaria, il problema persiste e siamo tuttora considerati una regione ad alta endemia. Poiché un pronto intervento riduce notevolmente il rischio di evoluzione sfavorevole nell’uomo, una diagnosi, non solo clinica ma anche basata su metodi immunologici, si rivela un fattore fondamentale. La diagnosi clinica di Echinococcosi cistica, soprattutto nelle sue manifestazioni atipiche, richiede attrezzature sofisticate, costose e personale altamente specializzato, in grado di identificare e caratterizzare le lesioni mediante tecniche di immagine che, oltre alla radiografia tradizionale, comprendono l’ultrasonografia, la tomografia computerizzata e la risonanza magnetica nucleare. Le immagini che si ottengono mediante l’utilizzo di queste apparecchiature, tuttavia, possono non essere sufficientemente discriminanti nei confronti di altre lesioni “occupanti spazio” o non idonee a fornire informazione riguardo la specie interessata o la “vitalità” della lesione. La diagnosi definitiva deve quindi basarsi necessariamente sullo sviluppo di metodiche immunologiche che permettano la determinazione degli anticorpi specifici nel siero e la loro titolazione e/o la determinazione dell’antigene circolante. Lo sviluppo di metodiche immunologiche è auspicabile anche in ambito veterinario e possono essere utilizzate anche nell’ambito di interventi di sorveglianza in un territorio, per verificare l’efficacia delle misure di controllo attuate. Il progetto si prefigge gli obiettivi di: 1. verificare, in una zona circoscritta del territorio regionale, la circolazione nell’uomo e negli animali di Echinococcus granulosus; 2. elaborare un flusso informativo sui casi di echinococcosi/idatidosi che sia utilizzabile per adottare misure di profilassi e controllo specifiche e mirate; 3. mettere a punto delle metodiche diagnostiche innovative, dotate di elevata specificità e sensibilità, in grado di ridurre i tempi di diagnosi con conseguente riduzione dei costi di degenza e risparmio a carico del SSN. . 4. validare le metodiche diagnostiche. Infatti, per una corretta stima della diffusione di una infezione in un allevamento e/o in un territorio, non si può prescindere dal conoscere in modo dettagliato le caratteristiche di un test diagnostico, quali i valori di sensibilità e specificità; inoltre la politica dell’accreditamento in sistemi di qualità certificata, rende obbligatoria la valutazione dell’affidabilità dei test prima della loro applicazione nella routine diagnostica. L’esperienza di altri paesi come il nostro hanno chiaramente dimostrato che finchè l’Echinococcosi cistica è presente in un territorio, misure di sorveglianza e interventi di controllo dovrebbero essere continui, nel tentativo di ostacolare le vie di trasmissione ed eliminare il rischio di contagio per l’uomo.



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