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RICERCHE ministeriali - Anno 2000

Titolo Progetto:
Epidemiologia molecolare dell' Echinococcus granulosus nella specie ovina e produzione di proteine ricombinanti a scopo vaccinale

N. identificativo: IZS SA 004/00
Responsabile:
Dr. ssa Tola Sebastiana
razionale del progetto 67

La rilevante importanza sanitaria che l'Echinococcosi –Idatidosi riveste in Sardegna, per l'alta incidenza nell'uomo e negli animali domestici, ha indotto la Regione Autonoma della Sardegna a promuovere nel 1989 una campagna di Eradicazione di durata decennale articolata in tre grandi interventi: controllo della macellazione, educazione sanitaria e controllo della popolazione canina. Le particolari condizioni socio sanitarie e culturali dell'Isola nonché una brusca interruzione del Piano (1992) per motivi di carattere politico-economico, hanno reso difficile il controllo della macellazione, della popolazione canina e l'attuazione sistematica degli interventi di educazione sanitaria. La consapevolezza che il controllo della/e parassitosi non sia risolvibile nell'arco di una legislatura politica, ha indotto l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna ad indagare su metodi di controllo dell' Idatidosi diversi da quelli tradizionali. Infatti con le successive ricerche finalizzate, finanziate dal Ministero della Sanità (1993 e 1995), ha verificato il ruolo degli ormoni sullo sviluppo dell' Echinococcus granulosus nel cane e ha riprodotto sperimentalmente la malattia nell'ovino seguendone le varie fasi. Purtroppo anche questi approcci scientifici non sono risultati efficaci e capaci di determinare una diminuzione dell'incidenza della malattia. La necessità di pensare e definire strategie di intervento complementari all'educazione sanitaria, alla macellazione e al controllo della popolazione canina è venuta fuori dall'ultimo congresso internazionale di Idatidologia tenutosi in Argentina nel 1999. In tale sede sono stati presentati i risultati ottenuti in Nuova Zelanda, Australia e Argentina dove il controllo dell'Echinococcosi avviene con la somministrazione agli ovini di un vaccino costituito esclusivamente da una proteina ricombinante. Secondo i dati dei ricercatori australiani il vaccino permette di ottenere una protezione del 98%, percentuale ricavata da un challenge sperimentale. Pertanto, la nuova frontiera per il controllo della parassitosi sembra essere l'applicazione delle tecniche biomolecolari finalizzate all'analisi del DNA dei ceppi circolanti nel territorio e alla realizzazione di un vaccino ricombinante.



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