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RICERCHE ministeriali - Anno 2006

Titolo Progetto:
Studio sulla diffusione di sostanze allergeniche negli alimenti e contributo alla valutazione del rischio

N. identificativo: IZS SA 002/2006
Responsabile:
Dr. ssa Rosalba Mancuso
razionale del progetto 2006-2

Le ultime normative comunitarie in tema di sicurezza alimentare (Pacchetto Igiene), al fine di raggiungere, come già enunciato dal Libro Bianco del 2000 e ribadito dal Regolamento 178/2002, “un elevato grado di protezione della vita e della salute umana”, dare stabilità del mercato nel rispetto della libera circolazione delle merci con garanzia di trasparenza e corretta informazione per i cittadini, affrontano il problema relativo alla valutazione, gestione e comunicazione del rischio, mettendo in evidenza che anche l’esecuzione dei controlli e la loro frequenza nei vari alimenti deve essere prioritariamente finalizzata alla valutazione dei rischi individuati e non ad una generica ricerca di pericoli. Tuttavia una corretta valutazione del rischio presuppone una approfondita conoscenza del prodotto, dei processi di produzione, di tutti i suoi ingredienti e quindi anche degli additivi utilizzati nella sua preparazione. Occorre ricordare come, in questo senso, la moderna industria abbia negli ultimi anni introdotto una lunga serie di nuovi componenti che, unitamente a molti di quelli già da lungo tempo utilizzati, pongono spesso degli interrogativi sulla loro innocuità, soprattutto sotto il profilo allergologico. Acquisire maggiori conoscenze su questo tema risulta pertanto di fondamentale importanza, al fine di guidare il consumatore verso scelte consapevoli, rendendolo partecipe di un processo di approfondimento scientifico volto a determinare le caratteristiche nutrizionali, igieniche e sanitarie di ogni prodotto e dei suoi singoli componenti, idoneo a consigliarne o meno l’uso, soprattutto da parte di categorie deboli come bambini, anziani ecc. Le contaminazioni alimentari da allergeni rappresentano una problematica di stringente attualità con implicazioni di carattere sanitario, sociale, economico e commerciale. Secondo le stime indicate dalla commissione UE, le allergie alimentari coinvolgono – con un trend marcatamente positivo anche in considerazione dello sviluppo delle tecnologie alimentari e del significativo incremento di consumo di alimenti preconfezionati- circa il 10% della popolazione europea. Gli effetti indesiderati variano da una lieve ipersensibilità a malattie croniche fino a reazioni allergiche potenzialmente letali. Con l’obiettivo di raggiungere un elevato livello di tutela della salute dei consumatori e garantire loro un’informazione adeguata attraverso azioni mirate, in particolare indicando in etichetta tutti gli ingredienti, il Parlamento Europeo nel novembre 2003 ha emanato la direttiva 2003/89/CE (attuata in Italia col D.lvo 8 febbraio 2006  n. 114) che oltre a garantire informazioni più complete sui prodotti alimentari (destinati al consumatore finale, ristoranti, ospedali, mense ed altre collettività analoghe) rivolge l’attenzione e cerca di aumentare il grado di protezione verso i soggetti che soffrono di allergie e/o intolleranze alimentari. Il presente progetto di ricerca si pone l’obiettivo di studiare nel territorio regionale sardo la presenza di sostanze “allergeniche” - che causano disturbi derivanti da una reazione avversa al cibo mediata da meccanismi immunologici e non – in tutti i prodotti compresi quelli “tradizionali”, la cui preparazione avviene “artigianalmente” (controllo esteso all’intero processo di produzione). Secondo lo spirito della direttiva di seguire l’evoluzione delle conoscenze scientifiche e riesaminare e aggiornare l’elenco delle sostanze allergizzanti, ci si propone di ampliare l’indagine anche a ingredienti non elencati nell’All. III bis della direttiva 2003/89/CE ma considerati possibile causa di pericolo, in base ai dati di letteratura o a problematiche specifiche della realtà  locale. Le ricadute applicative dei risultati della presente ri cerca potranno interessare sia il settore sanitario  che quello agroalimentare. Per quel che concerne il settore sanitario, i risultati, potranno essere di supporto tecnico-scientifico per la predisposizione del Piano Nazionale Pluriennale Integrato secondo i criteri previsti dal Reg. 882/04 ed il conseguente piano regionale e, mediante interventi preventivi sulla incidenza delle allergie alimentari, potranno anche contribuire a ridurre la spesa del Sistema Sanitario Nazionale. Nel settore agroalimentare i risultati potranno fornire alle aziende ulteriori strumenti per tenere sotto controllo i rischi di contaminazione da allergeni nella filiera produttiva incoraggiandole così ad immettere sul mercato prodotti che presentino maggiori garanzie di salubrità.



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