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RICERCHE ministeriali - Anno 2006

Titolo Progetto:
Il suino come potenziale serbatoio del virus dell’epatite E(HEV): implicazioni zoonosiche, stima della prevalenza negli allevamenti suini mediante diagnosi diretta ed indiretta e della prevalenza nella popolazione umana, in particolare nelle categorie professionali a rischio. Epidemiologia molecolare dei ceppi virali

N. identificativo: IZS SA 004/2006
Responsabile:
Dr. Manuel Liciardi
razionale del progetto 2006-4

Il virus dell’epatite E (HEV), responsabile nell’uomo di una forma di epatite acuta che decorre in genere in forma asintomatica ed autolimitante, sta diventando di largo interesse nel campo della salute  umana come dimostra l’ampia letteratura più recente (1). L’isolamento del primo ceppo suino di HEV, Swine HEV, nel 1997 (2)  ha suscitato grande interesse nel mondo scientifico internazionale;  l’inserimento  dell’infezione da HEV tra le  zoonosi ha destato l’attenzione degli addetti alla medicina preventiva ed al controllo degli alimenti per le seguenti evidenze:
- diverse specie animali domestici e selvatici, oltre al maiale, costituiscono i serbatoi naturali del virus in natura
- è’ stato riportato un rischio più elevato di infezione da HEV nei veterinari ed altri operatori che lavorano a stretto contatto con i maiali rispetto alla popolazione generale (3)
- la possibilità che l’infezione possa essere trasmessa all’uomo attraverso il consumo di carni crude provenienti da animali infetti (4).
Per le scarse conoscenze sulla  diffusione del virus dell’epatite E nella popolazione animale, in particolare suina, a livello regionale e nazionale (5-7), si ritiene necessario un approfondimento  che si  sviluppi nell’arco di tempo di almeno 18 mesi, con il coinvolgimento  delle opportune professionalità per gli aspetti epidemiologici e diagnostici.
Gli obiettivi   della ricerca sono :
-valutare la diffusione della prevalenza degli anticorpi diretti verso l’HEV (anti-HEV) sia nella popolazione animale che nella popolazione umana in particolare quella  considerata a rischio,
- allestire uno specifico test   ELISA, per la determinazione di anticorpi anti-HEV nei sieri suini.
- Valutare la presenza del genoma virale nelle differenti categorie di suini , divisi per età e tipologia di allevamento (intensivo, brado, familiare), mediante metodica realtime PCR in campioni di bile suina (metodo più idoneo per tale tipo di indagine)
- Effettuare un’indagine epidemiologico-molecolare negli allevamenti risultati positivi mediante PCR classica e sequenziamento capillare
- Effettuare un’indagine epidemiologica aziendale sugli allevamenti suini di tipo intensivo ampiamente rappresentati nella regione Emilia Romagna e su diverse tipologie di allevamento, quale quello brado, tipico di certe zone della regione Sardegna.



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