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RICERCHE ministeriali - Anno 2004

Titolo Progetto:
La diagnosi, la patogenesi e la profilassi di alcune mastiti cliniche e subcliniche degli ovini e dei caprini negli allevamenti tradizionali e biologici

N. identificativo: IZS SA 005/04
Responsabile:
Dr. Leori Guido
razionale del progetto 10

Caratteristica dell'allevamento ovino italiano è l'orientamento verso la produzione di latte da destinare alla trasformazione. A causa di questa spinta produttiva l'allevamento della pecora da latte ha subito in questi ultimi anni importanti trasformazioni. Oggi la maggior parte delle infezioni mammarie è da attribuirsi principalmente ai microrganismi c.d. ambientali ed opportunisti piuttosto che alle classiche infezioni come quelle sostenute da Staphylococcus aureus che si sono via via ridotte grazie all'adozione di appropriati protocolli terapeutici e di profilassi immunizzante. I microrganismi ambientali sono rappresentati da specie e generi batterici che si riscontrano comunemente nell'ambiente mentre gli opportunisti sono batteri normalmente presenti sulla cute degli animali e dell'uomo, entrambi, possono esplicare la loro attività patogena solo a seguito dell'azione di differenti fattori predisponenti. Esempio tipico è l'utilizzo della mungitura meccanica che, se da una parte ha consentito di facilitare il lavoro e di migliorare l'igiene della mungitura, ha parallelamente determinato condizioni che favoriscono la diffusione di particolari infezioni mammarie cliniche e subcliniche. Le perdite dirette ed indirette causate da alcuni di questi germi come: gli stafilococchi coagulasi negativi (SCN), gli streptococchi e i micoplasmi sono in continua crescita. Le forme subcliniche caratterizzano queste infezioni rendendone difficile una pronta identificazione e ne favoriscono la diffusione (1-2). In Sardegna, su circa 10000 campioni di latte di pecora sottoposti ad esame microbiologico risulta che gli SCN sono i più comuni patogeni riscontrati con il 17% di positività, gli streptococchi sono l'8% mentre lo Staphylococcus aureus si riscontra solo sul 5% dei campioni analizzati (3). Rispetto alle mastiti clinicamente manifeste, dove l'intervento della riforma contribuisce ad eliminare i soggetti colpiti, nelle mastiti subcliniche spesso non si riesce ad intervenire se non quando i controlli qualitativi del latte (come la conta delle cellule somatiche) mettono in evidenza la necessità di un intervento sanitario (4). Questo può essere uno dei motivi per cui gli SCN risultano essere i principali responsabili delle forme subcliniche e possono permanere nell'allevamento per tempi lunghi. Al laboratorio di batteriologia dell'IZS di Sassari è rilievo comune l'isolamento e l'identificazione di diverse specie di Streptococchi fra cui, i più frequenti, quello dello Streptococcus uberis e dello Streptococcus faecalis . L'isolamento dei due germi rappresenterebbe circa 80% delle diagnosi da Streptococchi e sarebbe fra loro equamente ripartito. Altre specie reperite con minor frequenza sarebbero nell'ordine: lo Str. dysgalactiae e lo Str. agalactiae . Pochissime segnalazioni riguarderebbero l'isolamento di Str. Zooepidemicus , prevalentemente ottenute da latte di capra (5). E' ipotesi ormai diffusa che il rilievo di questi Streptococchi sia stato amplificato o comunque condizionato dall'utilizzo della mungitura meccanica. Malgrado l'evidente capacità nel determinare forme invalidanti di mastite che causano considerevoli danni economici al comparto lattiero-caseario (peraltro mai sistematicamente valutati) gli studi sul potere patogeno nell'ovino degli Streptococchi sono a tutt'oggi quantomeno insufficienti.

Alla luce di simili rilievi è intuibile quale importanza possano assumere ricerche indirizzate allo studio della patogenesi e alla diagnosi degli streptococchi anche grazie all'ausilio delle nuove metodiche biotecnologiche.

L'Agalassia contagiosa è una sindrome che colpisce i piccoli ruminanti ed è caratterizzata principalmente da mastite e secondariamente da artrite e cheratocongiuntivite. Nella pecora la malattia è sostenuta prevalentemente dal Mycoplasma agalactiae ed in Italia circola un solo clone genetico di questo agente eziologico (6) . Recentemente sono stati isolati, prevalentemente da latte di capra, anche altri micoplasmi ritenuti responsabili di mastite: il Mycoplasma capricolum , il Mycoplasma mycoides subsp. mycoides large colony (LC) e il Mycoplasma putrefaciens . Se da una parte l'Istituto Zooprofilattico della Sardegna ha messo a punto tecniche biomolecolari per la diagnosi di Mycoplasma agalactiae nel latte (7-8-9) , dall'altra la diagnosi degli altri micoplasmi è affidata all'utilizzo dell'immunofluorescenza basata sull'uso di antisieri specifici. Si ritiene quindi opportuno raffinare anche per queste specie le metodiche di diagnosi biotecnologica in modo da poter ottenere l'identificazione dal latte anche di questi microrganismi.

Un piano globale di risanamento dalle infezioni mammarie nelle greggi non può prescindere dall'applicazione di uno schema generale di intervento che abbia la possibilità di adattarsi alle peculiari condizioni dei singoli allevamenti interessati come: la tipologia di allevamento, le modalità di mungitura e la situazione microbiologica di partenza (specie microbiche isolate, prevalenza, gravità delle infezioni ecc.). Le misure di prevenzione e di controllo sulle quali si basa un piano di risanamento di questo tipo si realizzano attraverso razionali interventi igienico-sanitari e terapeutici. Per l'attuazione razionale di questi protocolli sono necessarie una pronta e precisa diagnosi nonché un'adeguata conoscenza di base sui più importanti meccanismi patogenetici dei principali microrganismi responsabili delle infezioni mammarie. I benefici attesi da un risanamento razionale degli allevamenti sono rappresentati dall'incremento delle produzioni, dal miglioramento dei parametri qualitativi del latte, dalla diminuzione delle perdite di animali, dalla diminuzione dei costi relativi ai trattamenti terapeutici e non ultimi dalla crescita professionale dei nostri allevatori e dalla maggiore competitività dei nostri prodotti caseari.

Il progetto nasce nell'ambito del:
Centro Nazionale di Referenza per le Mastopatie degli Ovini e dei Caprini.

Schematicamente gli obbiettivi che si pone il progetto sono:

1  Standardizzare, razionalizzare e validare le metodiche microbiologiche in uso.

Studiare metodiche diagnostiche alternative alle tradizionali in grado di facilitare la diagnosi e l'identificazione di alcuni SCN, streptococchi e micoplasmi.

3  Creare una ceppoteca per gli SCN, gli streptococchi e i micoplasmi agenti eziologici di alcune forme acute e subacute di mastite negli ovini e nei caprini.

4  Studiare la patogenesi di alcune infezioni, in particolare degli stafilococchi coagulasi negativi e degli streptococchi, la loro localizzazione nel parenchima mammario e i meccanismi patogenetici attuati nei confronti delle cellule secernenti.

5  Predisporre un'analisi epidemiologica che consenta di valutare la prevalenza e l'incidenza di alcune mastiti negli allevamenti problema della Sardegna.

6  Proporre protocolli terapeutici e di profilassi diretta ed indiretta specifici, per gli allevamenti tradizionali e per quelli biologici, in grado di limitare l'uso dei farmaci, e allo stesso tempo di contrastare efficacemente le forme patologiche.

7  Produrre e diffondere materiale tecnico informativo su diverse problematiche conseguenti alle mastopatie degli ovini e dei caprini.



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