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RICERCHE ministeriali - Anno 2003

Titolo Progetto:
Agalassia contagiosa: valutazione della risposta anticorpale in seguito alla somministrazione di vaccini a DNA

N. identificativo: IZS SA 001/2003
Responsabile:
Dr.ssa Tola Sebastiana
razionale del progetto 13

L'agalassia contagiosa è una sindrome che colpisce i piccoli ruminanti ed è caratterizzata principalmente da mastite e secondariamente da artrite e cheratocongiuntivite. Per migliorare le tecniche diagnostiche e i presidi immunizzanti, l'Istituto Zooprofilattico della Sardegna ha realizzato un laboratorio di ricerca con personale altamente competente nel settore delle biotecnologie e del DNA ricombinante. Tale laboratorio è ora inserito all'interno del Centro di Referenza Nazionale Mastiti ovine. In pochi anni, anche grazie all'apporto finanziario del Ministero della Sanità (Ricerca Finalizzata 1993) è stato messo a punto un sistema diagnostico basato sulla Polymerase Chain Reaction (P.C.R.) in grado di evidenziare la presenza del M. agalactiae nel latte ovino in sole 5 ore contro i 5-7 giorni del tradizionale esame colturale (Tola et al., (1994) Vet. Microbiol. 41: 335-361; Tola et al. (1996) Vet. Microbiol. 51: 77-84; Tola et al., (1997) Vet. Microbiol. 54: 17-22 ). Risultati molto interessanti si sono anche conseguiti nella caratterizzazione genetica e proteica sempre del M. agalactiae ( Ricerca Finalizzata 1995). Infatti, utilizzando la Pulsed Field Gel Electrophoresis (PFGE), si è dimostrato che in Italia circola un solo clone genetico di M. agalactiae . (Tola et al., (1996) FEMS Microbiol. Letters 143: 259-265); mentre l'analisi degli antigeni di membrana del M. agalactiae ha permesso di evidenziare 6 principali immunodominanti del peso molecolare di 30, 32, 35, 55, 70 e 80 kDa. (Tola et al., (1997) FEMS Microbiol. Letters 154:155-362). In particolare, le proteine di 80 e 55 kDa sono lipoproteine fortemente immunogeniche e sono presenti fin dai primi stadi d'infezione. Successivamente, grazie al supporto finanziario della Ricerca Corrente 1996, si è analizzato l'effetto di 5 inattivanti (fenolo, formolo, calore, ipoclorito di sodio e saponina) sulle proteine immunogeniche. Le 5 brodocolture di M. agalactiae sono state somministrate a campioni di pecore e sono stati analizzati l'andamento e la qualità della risposta immunitaria mediante ELISA ed immunoblotting: solo le pecore vaccinate con micoplasmi inattivati con saponina e fenolo hanno resistito all'infezione sperimentale [ Tola et al., (1999) Vaccine 17 (22):2764-2768 ] .Con la Ricerca corrente 2000 si è fatto il passo successivo: isolare e caratterizzare le proteine immunodominanti del M. agalactiae. (Tola et al., (2001) FEMS Microbiol. Letters 202:45-50. Con questa ricerca si è messo a punto il sistema di inserire geni o porzioni di geni all'interno di vettori plasmidici per produrre le rispettive proteine ricombinanti

Negli ultimi anni grande risalto è stato dato nelle riviste scientifiche internazionali alla formulazione di nuovi vaccini che utilizzavano, non più il corpo batterico o frazioni di esso o proteine ricombinanti prodotte in E.coli , ma direttamente vettori plasmidici con il gene/i inseriti nel costrutto, da somministrare direttamente all'animale. La conoscenza delle proteine immunogeniche del Mycoplasma agalactiae è a buon punto; poche al contrario sono le applicazioni pratiche nel settore della vaccinologia. Il gruppo di Sassari ha determinato e caratterizzato alcune proteine presenti in tutti i ceppi di M. agalactiae . Una proteina in particolare, la p81, si discosta dalle altre conosciute e pubblicate perché non è una proteina variabile di superficie, pertanto bene si presta per l'allestimento di vaccini a DNA e all'analisi della risposta anticorpale negli animali.



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