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RICERCHE ministeriali - Anno 2002

Titolo Progetto:
Valutazione della specificità delle sieropositività riscontrate nei ruminanti in regioni ufficialmente indenni da brucellosi attraverso la ricerca diretta di differenti determinanti antigenici mediante metodiche biotecnologiche

N. identificativo: IZS SA 006/02
Responsabile:
Dr. Bandino Ennio
razionale del progetto33

Le regioni che hanno raggiunto lo stato di “Ufficialmente Indenne” per brucellosi ovicaprina e bovina conseguentemente all'implementazione pluriennale dei piani di eradicazione previsti dalla normativa comunitaria e nazionale, si trovano nella situazione di dover garantire il mantenimento del proprio stato sanitario favorevole, dando evidenza attraverso i risultati di idonei piani di sorveglianza che non sia superata la soglia di prevalenza sierologica ritenuta accettabile per norma; o di tendere all'effettiva eradicazione. Al fine di conseguire tali obiettivi si rende necessario elevare il livello di sorveglianza mirato all'individuazione delle fonti residue di infezione e di eventuali reintroduzioni, mediante la messa in atto di idonei programmi. In Sardegna, un apposito programma prevede per gli ovicaprini alcune misure integrative alla sorveglianza a random sugli allevamenti, quali il prelievo e l'esecuzione delle prove per brucellosi su tutti gli animali macellati o soggetti a movimentazione. Nella regione Veneto per mantenere e migliorare lo standard sanitario (dal 1997 prevalenza annuale negli allevamenti inferiore allo 0,1 %) si è resa necessaria l'attivazione, in ambito regionale, di un sistema di sorveglianza finalizzato a monitorare costantemente l'evoluzione della situazione epidemiologica ed indentificare i fattori di rischio responsabili della sua persistenza. Tale piano prevede l'esecuzione di accurate indagini epidemiologiche negli allevamenti in cui si verifichino positività alle prove ufficiali e l'applicazione di protocolli diagnostici su materiale prelevato dai capi positivi macellati per la conferma dell'infezione. Azioni di tale sistematicità comportano un riscontro di allevamenti con positività alla sieroagglutinazione rapida (SAR) in percentuale spesso elevata, come si è potuto rilevare fra gli ovicaprini in Sardegna ed Umbria nel corso dell'attività riferita all'anno 2001. Allo stato attuale non essendo ritenuto accettabile dal lato sanitario ed economico il rischio di regressione ad uno stato sanitario sfavorevole, i piani sanitari citati prevedono severe misure restrittive in presenza di sieropositività anche alla sola SAR. Tali misure causano spesso disagi, in particolare economici agli allevatori, i cui riflessi rischiano di compromettere almeno in parte il grado di collaborazione loro richiesto al fine del conseguimento dei risultati, e comportano interventi ad alto costo per il SSN.Anche la favorevole situazione epidemiologica evidenziata negli allevamenti del Veneto si è accompagnata alla riduzione del valore predittivo dei test diagnostici impiegati, con l'inevitabile comparsa di episodi probabilmente ascrivibili a false positività alle prove ufficiali sia nei bovini che negli ovicaprini, da cui discende la necessità di applicare protocolli diagnostici che consentano di discriminare reazioni aspecifiche dai casi in cui l'infezione è realmente presente.Queste situazioni possono essere superate in direzione di una ponderata accettabilità del rischio sanitario e dei costi complessivi, solo con l'applicazione puntuale e sistematica di metodiche di determinazione del reale stato d'infezione di singoli animali. Tali metodiche, caratterizzate da un'alta sensibilità e tempestività di riscontro, sono quelle che consentono la determinazione della presenza del genoma batterico in organi e secreti animali, in particolare la Polymerase Chain Reaction (PCR).

L'assenza di infezione stabilita in tal modo, consentirebbe infatti di evitare il ricorso alle misure restrittive (divieto di movimentazione e sospensione della qualifica di ufficialmente indenne) negli allevamenti con sieropositività che si dovessero rivelare aspecifiche e di limitare l'intensità degli interventi veterinari.

Gli obiettivi della ricerca sono di:

• Predisporre un protocollo diagnostico finalizzato alla determinazione di differenti genomi batterici negli animali, in grado di discriminare con specificità, sensibilità e tempestività, la presenza dell'infezione brucellare o di germi che possono causare reazioni sierologiche crociate.

•  Rafforzare e migliorare le misure di sorveglianza epidemiologica al fine di mantenere e migliorare gli standard sanitari nei confronti della brucellosi bovina ed ovicaprina.

•  Individuare i fattori di rischio associati alla reale presenza residua di Brucella nel territorio, non trascurando l'eventuale ruolo di reservoir di animali selvatici e di animali allevati allo stato brado, mediante indagini epidemiologiche approfondite utilizzando sistemi informativi in uso e protratte per il biennio della ricerca.

•  Determinare le correlazioni fra la casistica umana nei territori sottoposti ad indagine e la situazione sanitaria fra i ruminanti, comprendenti anche una valutazione del rischio nel consumo di prodotti lattiero-caseari derivanti dai ruminanti, specie in circuiti alimentari privati.



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