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RICERCHE ministeriali - Anno 2007

Titolo Progetto:
Protezione e gestione del patrimonio faunistico: sperimentazione di un modello integrato di sorveglianza sui rischi sanitari, ecologici e tossicologici

N. identificativo: IZS SA 005/2007
Responsabile:
Dr. Antonio Firinu
razionale del progetto 2007-5

Il patrimonio faunistico della Sardegna è caratterizzato da un’ampia biodiversità, annoverando numerose specie, tra le più importanti a livello non solo nazionale, ma di tutto il contesto ambientale dell’area mediterranea; tuttavia, non si hanno dati ed informazioni soddisfacenti sulle singole popolazioni e soprattutto è assente un progetto di gestione finalizzato alla salvaguardia e alla valorizzazione delle diverse specie. Diventa quindi urgente un approfondimento delle tematiche riguardanti la fauna, da cui possa scaturire un’approfondita conoscenza dello status complessivo, biologico, ecologico, tossicologico e sanitario delle singole popolazioni.
Aspetti Sanitari:
Le situazioni di condivisione di habitat naturali fra diverse specie selvatiche e fra queste e animali allevati e le stesse popolazioni umane, quali si verificano in vaste zone ad alto interesse naturalistico, si prestano alla diffusione fra le varie specie di diverse infezioni e infestioni, in particolare zoonotiche, e di malattie da prioni.
Fra le zoonosi ritenute di maggiore importanza in Europa, da sottoporre a sorveglianza in base alla Direttiva Europea 2003/99, sono state sinora rilevate in ambienti silvopastorale dell’isola: la trichinellosi, di probabile recente introduzione, fra i suidi bradi (non ancora fra i cinghiali delle stesse zone); la leptospirosi fra i cinghiali, e maiali d’allevamento; la brucellosi da Brucella suis, fra i cinghiali tubercolosi fra i cinghiali (5) e fra i bovini di allevamento nelle stesse zone; la toxoplasmosi fra i caprini, dove rappresenta un frequente riscontro diagnostico; la echinococcosi-idatidosi, presente fra tutte le specie sia domestiche che selvatiche; la scrapie, abbastanza diffusa fra gli ovini, e riscontrata, pur se con un unico episodio, anche nelle capre.
Già le suddette conoscenze portano alla considerazione  che in tali contesti la sorveglianza fra gli allevamenti prevista dalle citate norme europee sarebbe assolutamente incompleta, e soprattutto vana nella sua finalizzazione ad adeguati sistemi di biosicurezza, se non includesse anche le specie selvatiche. L’attuale raccolta di dati avviene infatti il più delle volte, fra i selvatici, in maniera occasionale e sporadica, e non ha le caratteristiche della sorveglianza attiva .
Il presente progetto si propone pertanto di sperimentare in alcuni territori a vocazione naturalistica un modello di sorveglianza, tale da consentire di quantificare al meglio la diffusione dei principali agenti zoonotici esistenti, di svelarne tempestivamente eventuali nuovi ingressi, e di verificarne permanentemente l’andamento. Condizione basilare sarà che una pluralità di soggetti siano coinvolti negli interventi, la cui efficacia potrà successivamente essere misurata sul campo in un’altra sfida, finora ritenuta “quasi impossibile”: l’applicazione di sistemi di biosicurezza adattabili a contesti biologici non confinati, quali sono appunto la più parte delle aree naturalistiche in oggetto.
Una delle fasi caratterizzanti il progetto sarà rappresentata dalla raccolta di dati e di informazioni sulla stima di popolazione, sulla consistenza e sulla dinamica di popolazione di animali selvatici.
Aspetti tossicologici:
I dati raccolti consentiranno di approfondire le conoscenze e la struttura delle diverse popolazioni animali indagate, permetteranno utili considerazioni di carattere biologico ed ecologico sulle stesse popolazioni, daranno indicazioni inoltre sulla incidenza e distribuzione di eventuali, deprecabili eventi tossicologici a carattere persecutorio verso specie predatrici, oltre a rappresentare una delle basi di lavoro per le considerazioni di carattere sanitario e in particolare epidemiologico.
L’obiettivo di fondo è quello che dall’insieme degli interventi possa scaturire un modello di sorveglianza attiva sui rischi sanitari biologici e ambientali, funzionale a un’efficace strategia di  gestione d’insieme della fauna selvatica.



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