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RICERCHE ministeriali - Anno 2001

Titolo Progetto:
Studio dell'infezione da Toxoplasma gondi in aziende ovine problema

N. identificativo: IZS SA 005/2001
Responsabile:
Dr. ssa Masala Giovanna
razionale del progetto 49

La Toxoplasmosi è un'infezione protozoaria diffusa in tutto il mondo, causata da un parassita endocellulare obbligato: Toxoplasma gondii . Il protozoo, a fronte di numerosi agenti infettivi responsabili di aborto zoonosico, è in grado di determinare una casistica importante di aborti o gravi danni al prodotto del concepimento della donna e di animali da allevamento. Il parassita viene trasmesso attraverso l'ingestione di cibo o acqua contaminati da oocisti sporulate, di carne cruda o insufficientemente cotta contenente cisti tessutali o per trasmissione verticale materno-fetale.
La trasmissione del parassita in natura può avvenire per mezzo di oocisti (ingestione di cibo e acqua contaminati da feci di gatto infette), per mezzo di cisti tissutali (consumo di carne poco cotta nell'uomo, carnivorismo negli animali), oppure per mezzo di tachizoiti (via congenita nell'uomo e negli animali in particolare in pecora, capra e scrofa). La trasmissione tramite oocisti è l'unica possibile, oltre alla congenita, per gli erbivori e una delle modalità di infezione possibili per l'uomo, anche se non la più frequente, oltre che per carnivori e onnivori. Erba, mangimi e acqua contaminati sono alla base dell'infezione di ruminanti e suini. In letteratura sono riportati casi di focolai di toxoplasmosi umana da consumo di acqua contaminata da oocisti o in bambini in seguito a contatto con terra contaminata. Le cisti tissutali di T. gondii vengono reperite nei tessuti degli animali da carne, sopratutto in suini, pecore e capre. Oltre al consumo di carni crude o insufficientemente cotte anche il semplice maneggiamento di carni infette è pericoloso. Il tachizoite può essere presente nel latte ed in particolare si sono verificati casi di toxoplasmosi umana da consumo di latte di capra crudo. La parassitemia determinata da un primo contatto con il parassita in gravidanza provoca placentite e passaggio del parassita al feto nella donna ed in alcuni animali domestici.
Da uno studio condotto dall' Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna negli anni 1999-2001, sulle cause degli aborti ovini, è emerso che il T. gondii ha un ruolo importante come agente abortigeno. Infatti su 3627 sieri ovini esaminati (provenienti da allevamenti dove si erano verificati aborti) sono risultati positivi in immunofluorescenza indiretta (IFI) per le anti-IgG il 28%, per le anti-IgM il 10% e dubbi il 3,5% e il 6,2% rispettivamente per le anti-IgG e le anti-IgM. Inoltre su 275 organi esaminati (muscolo, fegato, IV stomaco, milza, cervello, placenta) provenienti da prodotti di aborto, 52 sono risultati positivi in PCR, pari al 18,9% .

Scopo di questa ricerca è pertanto:

- studiare le problematiche relative alla contaminazione ambientale dovuta all'eliminazione di oocisti infettanti e il ruolo dei gatti e degli uccelli nelle aziende campionate

-controllare l'infezione sia nell'ospite definitivo che in quello intermedio mediante esami sierologici e coprologici

- monitorare la gravidanza delle pecore per verificare in quale fase si verifica l'aborto da T. gondii

- eseguire l'analisi anatomo-istopatologica, immunoistochimica, ultrastrutturale e in PCR dei prodotti di aborto

- mettere a punto le tecniche di isolamento sia su substrati cellulari che in prove biologiche su topino

- caratterizzare mediante tecniche bio-molecolari i ceppi isolati



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