
SASSARI, 10 AGOSTO 2010
L'Istituto Zooprofilattico della Sardegna ha concluso gli accertamenti microbiologici sul campione di ricotta rossa consegnato da un consumatore ai Carabinieri di Olbia il 28 luglio. Dall’esame ispettivo è emerso che la anomala colorazione rosso-rosata interessava gran parte della superficie, ma non l’interno del prodotto, coinvolto solo per alcuni millimetri di spessore.
«Di solito la presenza di questi lieviti non rappresenta un pericolo per la salute dei consumatori – spiega il dottor Antonio Fadda, responsabile degli esami -. Gli unici a rischio potrebbero essere i soggetti con un forte deficit immunitario, ma in questo caso il colore stesso della ricotta, che rivela l’esistenza dei lieviti, ne scoraggia il consumo, e contribuisce ad abbassare il rischio di tossinfezione alimentare. Considerato che il consumatore dichiara di aver aperto una confezione assolutamente integra – continua il dottor Fadda -, la presenza di alte cariche di lieviti può essere dovuta a una possibile carenza igienica nella produzione, oppure a una conservazione non corretta del prodotto. La moltiplicazione dei cromogeni, infatti, é legata a condizioni di “abuso termico”, come l’interruzione della catena del freddo, e questo può essere avvenuto sia in casa, sia nella fase di commercializzazione della ricotta».
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