SASSARI, 08/10/2010
A causare la moria di uccelli nello stagno di S’Ena Arrubia, ad Arborea, è stato il botulismo aviare.La conferma è arrivata dagli esami di laboratorio eseguiti dalDipartimento di Igiene degli alimenti dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna.
I test hanno dato esito positivo su 4 campioni prelevati il 30 settembre sulle rive dello stagno dai servizi veterinari della Asl di Oristano. In particolare, la tossina botulinica, prodotta dal batterio del Clostridium Botulinum, è stata trovata nel fegato e nell’intestino di due alzavole e due germani.
Gli esami hanno dato certezza all’ipotesi avanzata lo stesso 30 settembre dal dottor Angelo Ruiu, responsabile del Dipartimento territoriale di Orsitano. «Già nel 1999 e nel 2007 avevamo osservato un fenomeno simile nello stagno – dice il dottor Ruiu-. Ma è necessario sottolineare che il botulismo aviare non è un evento eccezionale, anzi, insieme ai virus influenzali e agli avvelenamenti da piombo, rappresenta una delle principali cause di morte degli uccelli in natura».
Il ciclo di trasmissione della malattia è semplice perché le spore sono normalmente presenti nell’intestino degli animali vivi, che quando muoiono diventano cibo per altri animali. Tuttavia, spiega il dottor Ruiu, «quando si verifica un aumento della temperatura dell’acqua o la riduzione di ossigeno negli stagni (ipossia) il batterio si sviluppa molto più veloce, e il normale ciclo di trasmissione del botulismo provoca un effetto a catena con le conseguenze disastrose che abbiamo visto».
«In questo momento non esistono rischi sanitari per il comparto ittico – conclude l’esperto -, e l’opera di bonifica fatta dal Comune, dal Corpo Forestale, dalla Cooperativa pescatori e dallo Zooprofilattico rappresenta l’unica profilassi valida per limitare l’estendersi del fenomeno».
Scarica la relazione del Dott. Ruiu