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AMMINISTRAZIONE

PSA. Cresce l’allarme a livello internazionale.

Dalla Cina al centro Europa la peste suina si configura come una delle malattie animali più pericolose e con maggiore impatto economico e sociale. Il prossimo 23 gennaio se ne parla in un convegno al Ministero della Salute.

Rabobank, banca cooperativa internazionale specializzata nel settore alimentare e agricolo, ha valutato che in Cina a fine 2019 sono rimasti solo 175 milioni di suini a fronte dei 435 milioni del 2018. Sputnik news riporta che la peste suina africana ha ucciso un quarto dei maiali del mondo, e che “l'epidemia infuria in Corea del Nord, Vietnam, Laos, Cambogia, Myanmar e Filippine. Focolai di ASF sono stati registrati in Belgio, Bulgaria, Ungheria, Lettonia, Polonia, Romania e Ucraina.”
Secondo il quotidiano Il Post la Corea del Sud avrebbe addirittura utilizzato droni e cecchini dell’esercito al confine con la Corea del Nord, per fermare i cinghiali affetti da peste suina africana.

Non è ovviamente solo un problema sanitario, ma anche una questione che ha importantissimi risvolti economici e sociali. In Asia la carne suina è fondamentale per l’alimentazione di centinaia di milioni di persone, e dando un’occhiata ai prezzi si comprende bene la gravità della situazione. Secondo quanto riporta il quotidiano finanziario Investire Oggi, a novembre in Cina i prezzi alimentari sono aumentati del 19,1%, a seguito del già molto preoccupante +15,5% di ottobre. “Nello stesso mese, - riporta ancora il quotidiano - l’inflazione si è portata al 4,5%, ai massimi da circa 8 anni e praticamente triplicata rispetto ai livelli di inizio 2019. I prezzi della carne suina si sono impennati del 50% e questo ha chiaramente fatto infuriare centinaia di milioni di consumatori cinesi, tanto che le autorità hanno dovuto fare ricorso alle scorte per frenare la corsa dei prezzi.” Questo aumento del costo della carne suina, che deriva dalla sua crescente scarsità, rappresenta tuttavia un’opportunità unica anche per i produttori sardi se, come appare sempre più probabile, grazie ai grandi progressi fatti per eradicare la malattia si riapriranno tra poco le porte all’esportazione delle carni e dei produttori di salumeria tipici della Sardegna.

Un po’ ovunque nel mondo le prime vittime – oltre i cinghiali - sono i piccoli allevamenti a carattere familiare, che una volta scoperto il focolaio vedono messa in dubbio la loro stessa sopravvivenza. Ma spesso si sono verificati focolai anche in grandi aziende intensive, dove ad andare in fumo sono milioni di investimenti e migliaia di posti di lavoro. 

In Europa, la prossima vittima della malattia potrebbe essere la Germania, per via della presenza di cinghiali infetti in Polonia, a soli 20 km dai propri confini. La diffusione del contagio preoccupa particolarmente Berlino, dato che si teme che le sue esportazioni di carne suina verso la Cina e altri paesi asiatici possano essere minacciate da nuovi divieti. Le esportazioni tedesche di carne suina verso la Cina sono infatti aumentate, secondo diversi organi di stampa, del 43% su base annua nei primi sette mesi del 2019.

Un vero e proprio bollettino di guerra insomma, che obbliga il nostro Paese e la nostra regione a prendere delle contromisure, se non vogliamo che all’avvicinarsi in Sardegna della sconfitta delle PSA causata dal virus di tipo I, ormai a portata di mano, si sostituisca la calamità del genotipo II, quello cioè che sta imperversando nell’Europa centro-orientale e in Asia.
Di questi ed altri problemi si discuterà a Roma il prossimo 23 gennaio presso l’ Auditorium Biagio D’Alba, in una conferenza organizzata dal Ministero della Salute e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Umbria e Marche dal titolo: “La Peste Suina Africana. L’importanza di una sorveglianza integrata”. L’obiettivo dell’incontro è appunto potenziare tutti i sistemi di sorveglianza e prevenzione, al fine di scongiurare l’ingresso della malattia nel nostro Paese e limitare al massimo le eventuali conseguenze di nuovi focolai. Sarà comunque un’occasione anche per discutere dei grandi progressi fatti in Sardegna per eradicare questa malattia.

Programma del convegno