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AMMINISTRAZIONE

Dalla prestigiosa rivista di Cambridge “Epidemiology and Infection” la candidatura di Editor's Choice per una ricerca del nostro Istituto.

Il delicato rapporto fra salute umana e salute degli animali è tristemente assurto agli onori delle cronache in quest’ultimo anno di pandemia. “Un contadino cinese mangia una zuppa di pipistrello e il mondo si ferma”, si usa dire, fantasticando sull’origine casuale del COVID 19.

Eppure questo rapporto, col concetto di “one health”, è ormai un paradigma condiviso da medici e veterinari, dato che uomo e animale vivono assieme, respirano la stessa aria, entrano a far parte di catene alimentari che hanno origine dalla stessa terra.

Questo rapporto cruciale è indagato da una interessante ricerca che vede il nostro Istituto e il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano assieme ai medici degli ospedali di Nuoro, Sassari e Ozieri, e candidata a divenire Editor's Choice per la prestigiosa rivista di Cambridge “Epidemiology and Infection”.

Il titolo della ricerca è "Comparative characterization of human and ovine non-aureus staphylococci  (NAS) isolated in Sardinia (Italy) for antimicrobial susceptibility profiles and resistance genes" (Analisi comparativa di stafilococchi non-aureus umani e ovini isolati in Sardegna mediante caratterizzazione dei  profili di suscettibilità antimicrobica e geni di resistenza). La candidatura è stata motivata “per la qualità della ricerca presentata e per il contributo innovativo all’epidemiologia dei NAS”.

I NAS sono un gruppo di batteri responsabili di vari tipi di infezioni. Punto centrale di questa collaborazione è stato quello di capire se i NAS responsabili di patologie umane presentano caratteristiche genetiche condivise con i NAS responsabili di mastiti nelle pecore, considerato che la Sardegna ha la metà di tutto il patrimonio ovino nazionale e pertanto sono frequenti le interazioni tra uomo ed animale. 

Per l’Istituto Zooprofilattico la ricerca è stata condotta dal gruppo di ricerca coordinato dalla dott.ssa Sebastiana Tola, Responsabile del Laboratorio di Microbiologia molecolare, in collaborazione con le Dr.sse  Carla Longheu e Elisa Azara, collaboratrici di ricerca.


La ricerca ha applicato a 195 ceppi di stafilococchi non aureus la tecnica di amplificazione di 7 geni caratteristici seguita dal sequenziamento (MLST typing). In aggiunta, si è indagato sull’antibiotico resistenza e sui geni di resistenza agli agenti antimicrobici e antisettici presenti nei 125 ceppi NAS isolati da latte ovino e nei 70 ceppi derivati da campioni clinici umani, ambito finora poco esplorato. Ricordiamo che i NAS sono batteri responsabili di infezioni serie in pazienti debilitati o compromessi e sono inoltre associati a infezioni causate da cateteri e da altri dispositivi medici (protesi, valvole aortiche etc).