
SASSARI, 27/12/2010
Quali sono le conoscenze attuali sulla scrapie degli ovini? Il punto sullo “stato dell’arte” è stato fatto il 24 novembre a Roma dal dottor Ciriaco Ligios, che ha presentato i risultati delle sue ricerche in campo scientifico. L’Istituto Zooprofilattico della Sardegna, infatti, è impegnato da anni nella ricerca sui fattori di rischio che influenzano la diffusione della malattia e per definire efficaci strategie di controllo.
«La trasmissione della scrapie negli ovicaprini avviene essenzialmente tramite il contatto diretto tra il soggetto malato e quello sano, o indiretto attraverso l’ambiente contaminato – spiega il dottor Ligios-. Tuttavia, il meccanismo con il quale questa trasmissione avviene ed i fattori di rischio che la regolano restano in gran parte sconosciuti». Numerose ricerche hanno dimostrato che la resistenza alla malattia è strettamente legata al patrimonio genetico degli animali, in particolare ai polimorfismi presenti nel gene della proteina prionica (Prnp), a livello di una “tripletta” di codoni situati in posizione 136, 154 e 171 che si combinano sugli alleli materno e paterno a formare differenti genotipi.
Con il sequenziamento dell’intero Prnp di 256 ovini malati e di 320 ovini sani, però, i ricercatori dello Zooprofilattico hanno scoperto che la resistenza/suscettibilità alla malattia dipende anche da altri polimorfismi finora sottovalutati o sconosciuti. Tra questi polimorfismi, quelli presenti ai codoni in posizione 137 e 176 sembrano avere una azione più efficace ed importante. Sulla base di queste conoscenze si potrebbero ipotizzare nuove strategie per il controllo della scrapie su base genetica.
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