Dal 1 aprile 2016 l’Istituto Zooprofilattico ha attivato la sorveglianza entomologica in tutti i porti e aeroporti della Sardegna. Obiettivo: intercettare nuovi insetti vettori provenienti da aree a rischio, o nuovi virus negli insetti “locali” eventualmente entrati a contatto con viaggiatori e, contestualmente, monitorare le principali città dell’Isola. In una recente giornata formativa il racconto dell’esperienza.
Recentemente si è tenuto a Roma, presso il Ministero della Salute, un corso dal titolo “Malattie trasmesse da vettori in ambito aeroportuale” rivolto a tutti i medici e tecnici della prevenzione ed operatori degli Uffici di Sanità Marittima Aeroportuale di Frontiera provenienti da tutta Italia, durante il quale sono stati raccontati questi tre anni di lavoro.
Il dr. Giuseppe Satta, responsabile del laboratorio di Entomologia e controllo dei vettori dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna, ha partecipato in qualità di docente proprio in virtù della esperienza maturata negli ultimi anni con l’attività di monitoraggio entomologico.
Durante l’intervento il dr. Satta ha spiegato che il progetto di monitoraggio nasce da frequenti segnalazioni, anche a mezzo stampa, di invasioni di zanzare che pungono di giorno in modo molto aggressivo, appartenenti alla specie Aedes albopictus (la zanzara tigre), ma soprattutto perché tali zanzare sarebbero potenziali vettori di importanti malattie come Dengue, Chikungunya e Zika. Per quest’ultima, proprio nel 2016, fu dichiarato lo stato di allarme mondiale, in virtù del fatto che il virus Zika può avere una trasmissione inter umana per via sessuale. Nelle donne in gravidanza, inoltre, sono state accertate malformazioni nel feto come la microcefalia, e complicanze a carico del sistema nervoso centrale che possono sfociare nella Sindrome di Guillain-Barrè.
Il Laboratorio di Virologia, diretto dalla Dr.ssa Giantonella Puggioni, ha effettuato i test biomolecolari sulle zanzare raccolte durante il monitoraggio, al fine di identificare i virus.
I siti di cattura individuati sono stati 30 e le trappole hanno lavorato per 24 ore ogni 15 giorni.
Determinante è stata la collaborazione con il Ministero della Salute mediante l’Istituto Superiore di Sanità e l’Ufficio di Sanità Marittima Aeroportuale di Frontiera. E’ proprio questa istituzione che ha consentito l’accesso per i campionamenti presso zone di solito rigorosamente interdette. Preziosissima è stata l’azione del personale delle ex Province che ha assicurato il posizionamento delle trappole nei siti individuati, ogni 15 giorni, e il flusso dei campioni presso il Laboratorio di Entomologia dell’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale.
La sorveglianza entomologica per arbovirosi, che si aggiunge al Piano Nazionale West Nile, ha potuto contare quindi sulla collaborazione fra istituzioni e, al netto del personale dell’Istituto coinvolto e dei costi dei reagenti utilizzati in laboratorio per le PCR, può considerarsi a costo zero.
Durante la giornata di formazione è intervenuto il Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria dei Ministero, Dottor Claudio D’Amario, che si è complimentato per l’azione svolta ed ha auspicato che tale attiva collaborazione possa perdurare nel tempo in quanto esempio di attività virtuosa per la salute pubblica.