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AMMINISTRAZIONE
15.11.2019

Peste Suina Africana. Commissario UE Andriukaitis in Sardegna: Netto e deciso cambiamento.

SI ABBATTANO ULTIMI SUINI BRADI PER ERADICAZIONE DEFINITIVA E RIAPERTURA EXPORT

Sassari, 15 novembre 2019 – “Negli ultimi due anni, grazie all’Unità di Progetto, c’è stato un netto e deciso cambiamento” portato avanti con “motivazione e dedizione. Il grosso problema che rimane ancora oggi da affrontare sono gli ultimi branchi di maiali allo stato brado illegale che vanno depopolati rapidamente”. Queste le parole con cui il commissario europeo alla Salute e alla sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, ha descritto le attività svolte in Sardegna nell’ambito dell’eradicazione della Peste suina africana (PSA). Il rappresentante della Commissione, arrivato il 12 novembre a Elmas, si è incontrato con i massimi rappresentanti istituzionali della Regione, con i vertici dell’UdP e le associazioni di categoria agricola, mentre il 13 novembre, in una trasferta a Urzulei, ha incontrato una delegazione di allevatori regolari e visitato un allevamento in semi brado sul Supramonte. “Questa è la prima volta che vedo la luce alla fine del tunnel – ha osservato il medico lituano arrivato da Bruxelles –  ora dobbiamo unire tutte le forze fra allevatori, istituzioni e portatori di interesse affinché si raggiunga l’eradicazione definitiva. Solo allora, e nel giro di tre o quattro mesi, la Commissione europea potrà intervenire nel rivedere la normativa che riguarda le esportazioni fuori dalla Sardegna dei prodotti di origine suina”. A questo passaggio, sempre secondo il Commissario, l’Europa dovrebbe affiancare piani di investimento e di sostegno per la valorizzazione delle tipicità locali sarde puntando sul modello spagnolo del prosciutto Pata Negra, conosciuto in tutto il mondo e vero volano dell’export agroalimentare iberico.

Il primo giorno una lunga mattinata di lavori, nella sede IZS di Elmas, a cui hanno partecipato gli assessori regionali della Sanità e dell’Agricoltura, Mario Nieddu e Gabriella Murgia, il direttore generale del ministero della Salute, Silvio Borrello, il commissario ATS, Giorgio Steri, il responsabile del Centro di referenza nazionale sulle pesti suine (CEREP) di Perugia, Francesco Feliziani, il direttore di servizio del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale, Michele Chessa, il direttore di distretto sanitario, Daniela Mulas, e altri numerosi componenti dell’Unità di Progetto. Andriukaitis ha seguito con attenzione le relazioni illustrate dai vertici dell’UdP sulle strategie e le attività messe in campo per contrastare e quindi debellare la PSA. Proprio durante i lavori, il responsabile della Salute e dell’alimentazione Ue ha ricordato che “la vittoria della Sardegna sulla PSA darebbe un messaggio importante all’Eurasia (ai paesi tra Europa centro-orientale e Asia dove oggi è presente la malattia, ndr.) dimostrando che esiste un modo, una strada da percorrere per sconfiggere il virus. La Sardegna è oggi un modello per l’Europa intera, ecco perché ogni rallentamento nel processo di eradicazione rischierebbe di inficiare completamente questo quadro e quindi i traguardi raggiunti”. Un ruolo internazionale fra le esperienze virtuose da affiancare a quanto si sta facendo in Estonia e Repubblica Ceca dove la PSA si sta eradicando efficacemente o della Finlandia dove non è mai entrata nonostante fosse presente nei paesi vicini: Federazione russa ed Estonia.

L’UdP. Alessandro De Martini, responsabile dell’Udp, Franco Sgarangella, coordinatore dei Servizi veterinari ATS in ambito PSA, e Alberto Laddomada, direttore generale dell’IZS hanno riscostruito ad Andriukaitis il quadro organizzativo su cui è nata l’Unità di Progetto, le attività svolte e i risultati raggiunti nei suoi anni di attività. Dall’analisi del contesto economico e sociale dei territori maggiormente colpiti dalla malattia alla elaborazione di una legislazione efficace, dall’apertura delle finestre per l’emersione degli allevatori irregolari agli abbattimenti dei capi detenuti ancora al pascolo brado illegale. E poi, primo caso in Europa, la creazione, tra i fondi del Programma di sviluppo rurale 2014-20, del finanziamento del benessere animale dedicato ai suini, quindi una legge regionale per la regolamentazione del comparto sul piano della filiera e della valorizzazione della trasformazione locale e oltre 600 corsi coordinati dall’Agenzia Laore Sardegna per la formazione di 7000 cacciatori per l’attività venatoria al cinghiale. “Alla base di tutte le attività c’è stato un intervento meditato e poi deciso sul piano dell’organizzazione con la nascita dell’Unità di Progetto”. Così De Martini che ha aggiunto: “Abbiamo creato un luogo dove tutti i portatori di interesse istituzionali della Regione e dello Stato fossero messi a confronto per elaborare le migliori strategie: una macchina che si potesse muovere in modo coordinato e quindi più efficace possibile”.

Anche Franco Sgarangella ha illustrato le misure adottate dall’ATS per migliorare l’efficacia dei controlli da parte dei Servizi Veterinari, tra le quali l’istituzione del Gruppo di intervento veterinario (GIV), le numerose attività di controllo svolte negli allevamenti (al fine di attribuire la qualifica sanitaria di Azienda certificata per chi risponde ai requisiti di anagrafe, biosicurezza, benessere animale e parametri riproduttivi), la collaborazione con i cacciatori nella raccolta dei campioni e i diversi monitoraggi assicurati costantemente in sagre, agriturismi e ristoranti, porti e aeroporti. “Una mole di lavoro – ha osservato Sgarangella – non certo facile, ma che sta portando risultati notevoli sul piano dell’eradicazione del virus e su quello della collaborazione tra servizi veterinari, allevatori e portatori di interesse dove è sempre maggiore l’attenzione verso il rispetto delle norme di biosicurezza”.

Laddomada ha prima definito il quadro generale fra evoluzione ed espansione della PSA in Europa e in Asia e poi ha fatto il punto sulla regressione, dati alla mano, dei focolai nei suini domestici e dei notevoli miglioramenti nei cinghiali: l’ultimo focolaio registrato in Sardegna risale a oltre 14 mesi fa (settembre 2018). “Centinaia di migliaia di campioni, di suini e cinghiali, analizzati nei laboratori IZS – ha spiegato Laddomada al team guidato da Andriukaitis – hanno provato come il vero serbatoio della PSA in Sardegna siano i maiali allo stato brado illegale. Dopo l’abbattimento di oltre 3800 capi, per il 90% fra i territori di Barbagia e Ogliastra, si è avuto il riscontro pratico con un netto ridimensionamento della malattia e quindi con una riduzione drastica della circolazione di virus. Oggi, secondo alcune stime – ha concluso il dg dell’IZS –, rimarrebbero al pascolo brado illegale circa 500 suini”.

I rappresentanti degli allevatori. Ultimo appuntamento della giornata del 12 novembre l’incontro con le associazioni di categoria agricola che hanno riconosciuto il lavoro “egregio” portato avanti dall’Unità di Progetto in questi anni. Posizioni diverse invece sul piano del superamento delle restrizioni sulle vendite oltre mare di carni suine e derivati: c’è chi ha proposto la cosiddetta regionalizzazione e cioè l’apertura delle vendite per le sole zone indenni e poi, una volta debellata definitivamente la PSA, il coinvolgimento delle attuali zone infette, così da non creare senso di frustrazione fra gli allevatori che hanno fatto notevoli sacrifici, e chi invece ha chiesto di andare avanti nell’eradicazione e far ripartire la commercializzazione oltre Tirreno, per tutte le aziende sarde, solo dopo la totale sconfitta della PSA.

Il secondo giorno. Il 13 novembre c’è stata la trasferta ogliastrina sul campo in un territorio dove è particolarmente radicata la tradizione dell’allevamento dei suini con produzioni di salumi di eccellenza unica. La delegazione Ue e i vertici dell’UdP si sono recati a Urzulei, poco più di 1200 abitanti con oltre 100 allevamenti regolarizzati. Accolti dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ennio Arba e da una delegazione di allevatori ci si è spostati subito nel Supramonte per visitare un allevamento in semi brado. All’interno dei recinti, Andriukaitis ha ascoltato e raccolto idee, suggerimenti, critiche e proposte per migliorare l’approccio delle istituzioni nei confronti degli allevatori che con forte senso civico hanno deciso di intraprendere la strada della regolarità nella gestione in biosicurezza degli animali. Il mondo produttivo ha fatto capire all’alto delegato europeo che una revisione normativa nei confronti della Sardegna potrebbe incoraggiare di più gli allevatori virtuosi così da dimostrare a chi ancora non lo avesse capito che l’unica via percorribile è quella della legalità. Un altro faccia a faccia si è tenuto poi con gli allevatori al rientro dal Supramonte dove Andriukaitis ha avuto modo di apprezzare, durante un piccolo rinfresco, la straordinaria qualità dei prosciutti ogliastrini che un intero comparto vorrebbe esportare in tutto il mondo.

Il bilancio. De Martini, Laddomada e Sgarangella hanno riconosciuto che il “bilancio sulla visita è certamente positivo, poiché lo stesso commissario ha toccato con mano quanto di importante è stato fatto in Sardegna e quanto difficile è stato arrivare a questo risultato, con enormi sacrifici da parte di tutti. Ora, come ha chiesto Andriukaitis, non ci resta che unire ancora di più le forze (fra istituzioni, allevatori e portatori di interesse) sia per aiutare gli allevatori a rendere sostenibile l’allevamento del suino sull’Isola, sia per arrivare all’eradicazione definitiva della PSA e quindi alla riapertura dei mercati di commercializzazione fuori regione: questo sarà il vero e grande risultato per tutta la Sardegna e soprattutto per le sue zone interne e rurali”.