SASSARI, 10/03/2011
Il Piano regionale per la
ricerca di Norovirus ed Hepatovirus (HAV) nei molluschi bivalvi vivi, messo a punto dall'Istituto Zooprofilattico della Sardegna, è stato riconosciuto dal ministero della Salute che lo ha inserito nel Piano Nazionale Integrato dei controlli alimentari 2011-2014 (
PNI). Gli esami sono eseguiti dal Dipartimento di Igiene degli Alimenti, diretto dal dottor Aldo Marongiu. Il monitoraggio sui virus è stato
approvato dalla Regione Sardegna l'anno scorso e fa parte del più ampio Piano Regionale per la vigilanza e il controllo sanitario dei molluschi bivalvi (cozze, arselle, ostriche ecc.) Un percorso completo che va dagli stabilimenti di produzione alla catena commerciale e che ora si arricchisce con il nuovo controllo su HAV e Norovirus.
«I regolamenti comunitari sulla sicurezza alimentare dei mitili prevedono la ricerca di parametri microbiologici, chimici e biotossicologici, ma non la ricerca dei virus – spiega la responsabile del laboratorio di Microbiologia e Terreni Colturali, Margherita Pisanu -. Tuttavia, dopo le raccomandazioni del ministero della Salute e dopo alcuni casi di epatite A verificatisi in Sardegna collegati al consumo di molluschi, la Regione ha deciso uno specifico programma di monitoraggio realizzato con i nostri laboratori». Ancora una volta al servizio di consumatori e produttori, dunque,
perché la mitilicoltura in Sardegna è la principale attività di allevamento di specie acquatiche, e con una produzione media annua di 10mila tonnellate rappresenta una voce importante dell'economia.
«I molluschi sono organismi filtratori capaci di concentrare il materiale organico e inorganico dell’ambiente in cui vivono – continua la dottoressa Pisanu-. Perciò se mangiati crudi o poco cotti possono trasmettere all’uomo agenti patogeni di natura microbiologica (batteri, virus e microalghe tossiche) o chimica (idrocarburi, pesticidi). Per questo motivo rappresentano un problema di natura pubblica e sono considerati alimenti ad alto rischio di infezioni perché da sempre implicati nella trasmissione di malattie gastroenteriche». Solo nel 2010 il Dipartimento di Igiene degli Alimenti ha esaminato 780 campioni di mitili prelevati dai Servizi veterinari delle Asl, e questo ha permesso di tenere sotto controllo il rischio di natura virale nel territorio regionale.
Per monitorare il fenomeno dei virus enterici, il Dipartimento di Igiene degli alimenti ha studiato un sistema di diagnosi biomolecolare che ora è stato inserito nel Piano Nazionale dal ministero della Salute. «È da diversi anni che il nostro laboratorio esegue le analisi biomolecolari sui molluschi per la ricerca dei virus – conclude Margherita Pisanu -. I nostri metodi di prova sono riconosciuti dal laboratorio di riferimento nazionale e comunitario, e ora puntiamo ad estendere la ricerca per una indagine epidemiologica su nuove matrici biologico-alimentari (vegetali e mangimi per animali) e sviluppare un database di controllo e gestione dei dati in nostro possesso».
L'obiettivo finale è quello di integrarsi con i diversi gruppi internazionali in tema di controllo e risk assestment, con particolari database per la raccolta dati, ai quali già lavorano 13 Paesi europei compresa l'Italia. Il laboratorio di Microbiologia e Terreni Colturali è già accreditato a questo network e punta all'integrazione nel settore con accordi di collaborazione internazionale.
Scarica la relazione della Dott.ssa Pisanu