Le arbovirosi al centro del convegno regionale dello Zooprofilattico della Sardegna
Si è svolto il 15 novembre a Cagliari l’evento formativo dedicato alle arbovirosi, ovvero alle malattie trasmesse dagli insetti dedicato a veterinari di ASL, Regione e Istituto Zooprofilattico della Sardegna.
L’incontro è stato particolarmente partecipato, a riprova della rilevanza del tema nella nostra regione.
La giornata è iniziata con il saluto introduttivo del direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Giovanni Filippini e del Direttore Generale del Direttore del servizio di Sanità Pubblica Veterinaria della Regione Antonio Montisci, che hanno posto l’attenzione sulla rilevanza degli sforzi dei professionisti di salute animale e salute umana per contrastare le malattie che hanno impatto sull’animale e sull’uomo, come appunto le arbovirosi.
E la “One Health”, la concezione di salute unica che mette in comune uomo, animale e ambiente, è stata appunto la lente con cui tutte le relazioni hanno letto il fenomeno, e che è stata al centro della discussione che ha attraversato un po’ tutta la giornata, cui ha dato il suo contributo anche il Direttore Sanitario IZS Sandro Rolesu.
Prima a parlare è stata Maria Gabriella Perrotta, del Ministero della Salute, che ha illustrato il Piano Nazionale per le arbovirosi e ha fornito numerosi spunti migliorativi rispetto alla correlazione uomo-animale-ambiente. Tema che è poi stato trattato sotto tutte le sfaccettature (virologiche, organizzative, statistiche) da Maddalena Irranca, della provincia di Oristano, da Giuseppe Cocco, presidente dell’ordine dei veterinari di Oristano, e dai professionisti dell’Istituto Zooprofilattico Giantonella Puggioni, Stefano Cappai, Giuseppe Satta, Cipriano Foxi.
Nel corso della giornata è stata poi presentata la campagna di comunicazione “Piccoli insetti grandi rischi” realizzata dall’Istituto Zooprofilattico della Sardegna e dall’Assessorato alla Salute della Regione.
Una sempre maggiore sorveglianza sugli animali “sentinella”, una crescente attenzione ai campionamenti e un ancora più intenso raccordo fra medici e veterinari sono le indicazioni prioritarie emerse dal dibattito fra gli esperti intervenuti.