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AMMINISTRAZIONE
16.12.2022

La Commissione europea pone fine all’embargo sulle esportazioni degli animali e sulle carni suine dalla Sardegna

La Commissione europea ha votato la fine dell’embargo delle carni di suino dalla Regione Sardegna. “Questo risultato” commenta Giovanni Filippini, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna e Responsabile dell’Unità di Progetto per l’eradicazione della peste suina africana, “è stato possibile grazie al lavoro congiunto di tutti i componenti dell’Unità di Progetto, istituita dalla Presidenza della Regione, in particolare dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, dell’Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, dell’Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e dell’Assessorato della difesa dell'ambiente della Regione Sardegna, dei servizi veterinari delle ASL, del corpo Forestale, dell’Agenzia forestale regionale per lo sviluppo del territorio e l'ambiente della Sardegna (FoReSTAS), dell'Agenzia per l'attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e per lo sviluppo rurale (LAORE), delle Associazioni di categoria e delle Associazioni dei cacciatori, congiuntamente al Ministero della Salute, al Centro di referenza nazionale per la peste suina africana e all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).” 

Il percorso di eradicazione è iniziato diversi anni fa e ha portato oggi a un primo grande risultato. 
“Si vuole anche ringraziare” prosegue Filippini “la Direzione Generale della Salute e della Sicurezza alimentare della Commissione Europea (SANTE) e la Rappresentanza Permanente italiana a Bruxelles per il supporto.”
Il voto arriva dopo tanti anni di applicazione di piani straordinari di eradicazione, sui quali la stessa Commissione europea ha effettuato periodici audit, mettendo in luce gli avanzamenti e le criticità ancora da affrontare. “L’ultimo di questi è avvenuto nel novembre 2021”, ricorda Filippini, “nel corso del quale sono stati individuati i numerosi punti di forza e anche delle criticità sulle quali l’Unità di progetto ha concentrato la sua azione in questo ultimo anno.”
  Direttori IZS
   
“Un ringraziamento particolare” continua il Direttore “va al personale di IZS Sardegna per lo straordinario lavoro svolto in questi anni, sia in ambito analitico diagnostico, che di supporto epidemiologico e di valutazione del rischio, che nella formazione e nella ricerca. Fra le varie attività, solo per citare qualche esempio, ci sono lo sviluppo del datawarehouse che ha permesso di migliorare il meccanismo di sorveglianza sanitaria o il sistema che ha consentito di identificare elettronicamente i suinetti. Ci tengo a ricordare inoltre gli approfondimenti sulla caratterizzazione genetica delle popolazioni suine della Sardegna. Sono stati sequenziati integralmente 73 isolati sardi di PSA, che ad oggi rappresentano il più grande campione di ASFV mai studiato sulla base dell’intero genoma. Tutte le sequenze sono state depositate in Genebank e messe a disposizione della comunità scientifica. È un lavoro del quale siamo orgogliosi.” 

In questi anni l’Istituto ha ulteriormente ampliato l’attività di ricerca, effettuando diversi studi di immunologia correlata al virus della PSA. L’IZS della Sardegna ha partecipato a molti progetti comunitari e nazionali sul tema e pubblicato diversi lavori scientifici che hanno notevolmente arricchito il patrimonio di conoscenze scientifiche a disposizione della comunità.

 “Con la chiusura dei pochissimi focolai legati alle sieropositività” conclude Filippini “dopo 44 anni dal primo caso segnalato nell’Isola, la Sardegna potrà finalmente esportare. Il Ministero, di concerto con la Regione Sardegna, sta predisponendo le linee guida per la movimentazione e la commercializzazione dei prodotti dalle aree su cui permangono le restrizioni. Questo rappresenta un grande risultato che porterà benefici per il comparto, l’indotto e per l’intera Regione.”