Un’acquacoltura sostenibile per il pianeta e di qualità per l’alimentazione umana passa per il benessere dei pesci.Si chiama “
Strengthening Capacity on Aquatic Animal Health and Epidemiological Surveillance -
(AQUAE STRENGTH)”, il progetto di cooperazione internazionale finanziato dal Ministero della Salute con il supporto dall’Organizzazione mondiale della sanità animale
(WOAH). Capeggiato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, il consorzio vede la partecipazione di sette Istituti Zooprofilattici (Abruzzo e Molise, Lazio e Toscana, Mezzogiorno, Piemonte Liguria e Valle D’Aosta, Sardegna, Umbria e Marche, Venezie). Gli Enti beneficiari fanno capo a quattro diversi Paesi del mondo: Cambogia, Israele, Marocco e Tunisia, e prevede tre advisor esterni:
Norwegian Veterinary Institute (Norvegia),
Technical University Of Denmark (Danimarca) e il
Centre For Environment, Fisheries And Aquaculture Science (Regno Unito).
Lunedì 4 dicembre, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna ha ospitato uno dei seminari di diffusione del progetto presso il network, con la partecipazione del dott. Amedeo Manfrin, veterinario dirigente presso il Centro specialistico ittico dell’IZS Venezie, e del dott. Nadav Davidovich del Israeli Veterinary Services and Animal Health. L’incontro è stato coordinato dal dott. Riccardo Bazzardi, dell’IZS Sardegna. Nei giorni immediatamente successivi al seminario i due ospiti sono stati condotti in visita presso i principali impianti di produzione dell’Isola.
Il dott. Manfrin, nel suo intervento, ha presentato il progetto, che prevede quattro work packages: la creazione di un forte network, l’organizzazione di eventi e la gestione del progetto; la creazione di un sistema di geolocalizzazione per la sorveglianza e la risposta alle malattie dei pesci; la creazione e la diffusione di linee guida sull'uso prudente e responsabile dei farmaci veterinari al fine di ridurre la resistenza agli antibiotici; la condivisione di protocolli e la formazione sui metodi diagnostici, in modo da fornire ai beneficiari una maggiore capacità di diagnosi delle malattie dei pesci.
Il dott. Nadav Davidovich ha invece illustrato la realtà dell’acquacoltura in Israele, partendo dalla storia (la prima azienda nasce grazie all’importazione di carpe dall’ex Jugoslavia). A causa della delicatezza del sistema della barriera corallina presente nel mar Rosso, le gabbie non possono essere posizionate in mare aperto, ma soprattutto nel nord del Paese l’acquacoltura rappresenta una fetta importante dell’economia. Davidovich ha poi esposto ai colleghi presenti le principali patologie evidenziate e i sistemi idrici a supporto della produzione.
Particolare interesse ha suscitato la discussione attorno al tema della possibilità di vaccini per i pesci, attività che (numeri alla mano) riduce fino quasi ad azzerare l’utilizzo di antibiotici, sempre pericolosi per i fenomeni di resistenza ad essi associati.
All’incontro era presente anche il Direttore Sanitario dell’IZS Sardegna, dott. Sandro Rolesu, che ha sottolineato l’importanza del progetto e delle cooperazioni che esso stimola, anche in vista dell’avvio del nuovo Polo di Olbia, che giocherà un ruolo centrale nel settore.