SASSARI 27 gennaio 2015 – Negli ultimi due anni ha fatto registrare una crescita qualitativa delle analisi accreditate, ha investito tre milioni di euro nella ricerca e, grazie alla presenza di numerosi ricercatori, ha arricchito le produzioni scientifiche. E ancora, ha investito in nuove apparecchiature per circa 3 milioni di euro e ha avviato le procedure per l’apertura di tre nuove sedi sul territorio regionale. L’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna rappresenta nell’isola un vero e proprio punto di riferimento.
Nato nel 1921 come “Stazione sperimentale per le malattie infettive del bestiame su tutta l’isola di Sardegna”, l’Istituto prende il nome da uno dei direttori dell’ente, Giuseppe Pegreffi, che contribuì notevolmente alla sua crescita. L'ente si muove da vero protagonista nelle attività di ricerca scientifica sperimentale veterinaria. Un ruolo importante lo svolge nell’accertamento dello stato sanitario degli animali, attraverso le strutture di Sanità animale e di Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche, quindi nei controlli di salubrità degli alimenti (di origine animale, vegetale e acque ad uso alimentare), attraverso la struttura di Igiene degli alimenti. Ma non solo. L’Izs al suo interno ha anche tre centri di referenza nazionale (Centro di referenza nazionale per le mastopatie degli ovini e dei caprini; Centro di referenza nazionale per le produzioni biologiche; Centro nazionale di referenza per l’echinococcosi e idatidosi) che nel loro ambito svolgono una funzione di faro per l'intero sistema sanitario nazionale e sono un riferimento per le organizzazioni internazionali con le quali collaborano. A questi si aggiunge il Centro per la sorveglianza epidemiologica cui fa capo l’Osservatorio epidemiologico veterinario regionale che svolge attività di valutazione, pianificazione e sorveglianza epidemiologica veterinaria sul territorio regionale. L'ente è in prima linea nella battaglia alle maggiori epidemie che in questi anni hanno interessato gli allevamenti dell'isola: la blue tongue e la peste suina africana.
«In questi ultimi anni c’è stata una crescita scientifica omogenea in tutte le strutture dell’Istituto – afferma il direttore generale dell’Izs Antonello Usai – da quelle centrali a quelle territoriali. I dati a nostra disposizione dimostrano quanto sia alto il livello di qualità delle analisi effettuate nei nostri laboratori.
«Ingenti risorse, poi, – prosegue il manager – sono state destinate alla realizzazione di nuove strutture come il terzo lotto della sede centrale di Sassari, la ristrutturazione e gli ampliamenti delle sedi di Cagliari, Oristano e Nuoro». A queste, a breve, si aggiungerà l'apertura della nuova sede di Olbia grazie all'accordo con la Asl di Olbia per l'utilizzo di alcuni locali dell'ospedale di via Aldo Moro. Quella dell'Izs a Olbia, il cui porto è il punto di riferimento per l'80 per cento dei prodotti alimentari che entrano in Sardegna, rappresenta una presenza strategica. I veterinari dell'ente, infatti, sono competenti in materia di controlli specifici e esclusivi sugli alimenti di origine animale. L'accordo è stato fortemente voluto dal consiglio d'amministrazione dell'Izs Sardegna che, con il presidente Giovanni Maria Carboni e il consigliere Michele Pala, ha così consentito il raggiungimento di un importante obiettivo di crescita territoriale dell'ente nel settore della sicurezza alimentare.
Una nuova sede l'avrà anche il Centro territoriale di Tortolì dove, dal 1991, gli operatori dell'Izs Sardegna sono impegnati in attività di accettazione, diagnostica e ricerca scientifica. Il tutto grazie a un protocollo di intesa con la Provincia di Ogliastra e l'Ipsaa per la concessione in comodato d’uso per 50 anni di un immobile situato nell'agro del comune ogliastrino.
Il settore della ricerca e della formazione, poi, rivestono un ruolo di rilievo e diventano strumenti di crescita per gli operatori dell’Ente e del territorio, sia regionale che nazionale.
L’Izs Sardegna, infine, tra maggio e ottobre parteciperà a Expo 2015, l’esposizione mondiale sull’alimentazione e la salute che avrà come titolo “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. L’Istituto sarà presente con la rete degli Istituti zooprofilattici d’Italia sotto l’egida del Ministero della Salute.