
SASSARI, 29/10/2012 – «La sorveglianza clinica e i sistemi di controllo messi in campo in collaborazione con i servizi veterinari regionali sono stati in grado di dare risposte certe e veloci – aggiunge il responsabile dell'Osservatorio epidemiologico veterinario regionale dell'IZS, Sandro Rolesu -. Purtroppo, però, la circolazione del virus è sempre possibile perché la Sardegna possiede un patrimonio ovino molto grande e l’ambiente offre un ecosistema favorevole al vettore del morbo. Perciò andremo avanti con il monitoraggio incrociato, con prelievi di siero e sorveglianza entomologica, così da verificare la presenza dell'insetto vettore e la risposta immunitaria degli animali “sentinella”». Intanto, la raccomandazione agli allevatori è quella di osservare le prescrizioni fornite dai sanitari, tenendo presente che, anche a livello internazionale, la movimentazione dei capi è consentita solo al bestiame vaccinato.
Le analisi dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna (IZS) sono state confermate: quello di Barisardo, in Ogliastra, è nuovo focolaio di blue tongue, la febbre catarrale degli ovini. La notizia è arrivata dal Centro di referenza nazionale di Teramo, dove sono stati inviati i campioni di siero e sangue risultati positivi ai test eseguiti nei laboratori dell'IZS di Sassari. Dalle analisi è emerso che il ceppo virale responsabile della malattia è di tipo 1, uno dei sierotipi già rilevati in Sardegna nel periodo 2006-2010, anno degli ultimi episodi clinici verificatisi nella nostra regione.
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