SASSARI 10/06/2013 –
La rivista internazionale Plos One ha pubblicato uno studio condotto dal Dipartimento di Sanità Animale dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna (Laboratorio di Istopatologia Generale e Patologia e Diagnostica delle TSE, primo firmatario la dott.ssa Caterina Maestrale) in collaborazione con la facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo e l’Agenzia per la ricerca in agricoltura Agris.
La ricerca, intitolata
“A Lympho-Follicular Microenvironment Is Required for Pathological Prion Protein Deposition in Chronically Inflamed Tissues from Scrapie-Affected Sheep”, si poneva lo scopo di caratterizzare dal punto di vista morfologico e molecolare i siti di infiammazione cronica nei quali si accumula la proteina prionica patologica (PrPSc) in caso di scrapie. In particolare è stato condotto uno studio innovativo in pecore coinfettate sia da scrapie sia da altre infezioni che causano infiammazione cronica, focalizzando l’analisi sulle popolazioni cellulari coinvolte nella risposta immunitaria dell’ospite e nell’espressione di geni che codificano per citochine, chemochine e molecole di adesione che regolano l’infiammazione linfoproliferativa e quella granulomatosa.
Il lavoro si è basato su
precedenti studi condotti dallo stesso Laboratorio, nei quali era stata data evidenza scientifica del fatto che l’infiammazione di tipo linfoproliferativo causata dall’agente infettivo Maedi Visna Virus (MVV) a carico delle mammelle di pecore induceva
la comparsa di infettività prionica nel latte, con la comparsa della malattia negli agnelli.
La caratterizzazione delle cellule coinvolte nella risposta immunitaria a livello di tessuti infiammati con la tecnica dell’immunoistochimica e la valutazione dell’espressione delle citochine e chemochine che regolano l’infiammazione con metodi di Real time PCR hanno permesso di identificare il follicolo linfoproliferativo tipico di questo tipo di infiammazione come l’unica formazione in grado di permettere la deposizione di PrPSc in tessuti ectopici quali la mammella e il polmone. Inoltre le chemochine LTa e LTb, espresse dai linfociti B e T e dai macrofagi, sono risultate essere mediatori necessari per tale meccanismo. L’assenza di accumulo di PrPSc a livello di granuloma è stata spiegata come una scarsa espressione di tali chemochine in questi tessuti.
Questo risultato permette di affermare che il rischio di eliminazione di PrPSc attraverso secrezioni biologiche (come per esempio il latte) nelle pecore è notevolmente ridotto o irrilevante nei casi di mastiti croniche di tipo granulomatoso.