
SASSARI 24/01/2012 – «Il Piano si basa su oltre quattro anni di indagine epidemiologica e valutazione del rischio da parte del Centro di Referenza Nazionale per l’Echinococcosi del nostro Istituto – dice il direttore generale dello Zooprofilattico, Antonello Usai- . Infatti, la malattia ha determinato un forte impatto sanitario ed economico nell’Isola, con più di 1.500 ricoveri dal 2001 al 2010 e spese di ospedalizzazione per 7 milioni di euro circa: un dato che ci vede al primo posto in Italia». A questo vanno aggiunte le perdite per il settore zootecnico, che a causa della malattia ha registrato un calo di produzione del latte del 5%. L'adozione del nuovo Piano è stata sostenuta dal Ministero della Salute, dalla Regione e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Un approccio innovativo che punta a eradicare l’echinococcosi cistica (E.C) mediante l’uso sperimentale di un vaccino sugli ovini dell’Isola. La Giunta Regionale ha accolto la proposta dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna (IZS) e ha approvato il nuovo Piano di controllo dell'echinococcosi, una malattia trasmissibile dagli animali all’uomo. Il progetto arriva a oltre vent’anni di distanza dall’ultima campagna lanciata contro questa patologia endemica della Sardegna.
L’intervento prevede una prima fase di sperimentazione di due anni in una “zona pilota”, da affiancare alle tecniche tradizionali di formazione sanitaria, prevenzione, contrasto della macellazione clandestina, corretto smaltimento delle carcasse, lotta al randagismo e estensione dell’anagrafe a tutta la popolazione canina rurale. I risultati ottenuti serviranno per estendere gli interventi su tutto il territorio regionale. Si partirà con la sperimentazione in 32 comuni delle Asl di Nuoro, Olbia-Tempio e Sassari, che per caratteristiche epidemiologiche, geografiche e demografiche sono da considerarsi «ad alto rischio e di rilevante interesse sanitario».
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