Lo
sviluppo delle cisti nell’uomo è lento e il periodo asintomatico è mediamente stimato intorno ai 5 anni: durante questa fase di latenza, il paziente può non avvertire alcuna sintomatologia specifica, fino a quando il volume delle cisti è tale da determinare una compressione sugli organi adiacenti e di conseguenza l’insorgere dei primi segni clinici.
Le manifestazioni cliniche riguardano l’organo interessato dalle lesione cistica e sono connesse al numero e alle dimensioni delle cisti, all’eventuale compressione locale, alla possibilità che fuoriesca una piccola quantità di liquido o dalla eventuale rottura delle cisti. Diverse complicanze possono avere esito infausto con
grave disabilità o morte del paziente, nel 2-4 % dei casi.
Tra i
sintomi generali, sono frequenti quelli di tipo allergico, come orticaria, prurito, crisi asmatiche, dispnea fino a edema della glottide e shock anafilattico, accompagnati ad eosinofilia.
Le
cisti epatiche sono frequentemente responsabili di un senso di peso nel quadrante superiore destro dell’addome sino ad arrivare ad una sintomatologia dolorosa. Nel caso la cisti comprima le vie biliari si può verificare una sindrome ostruttiva con colestasi e ittero ed ipertensione portale.
Le
cisti polmonari possono essere caratterizzate da tosse stizzosa, dispnea, dolore intenso per interessamento pleurico ed eventuale espettorazione di liquido cistico, a causa della rottura di una cisti nel lume bronchiale. Una complicanza abbastanza frequente è la
suppurazione della cisti,
che decorre con il quadro tipico dell'ascesso polmonare (febbre, leucocitosi neutrofila, dispnea, tosse, espettorato purulento).
La
localizzazione ossea avviene prevalentemente
a carico delle ossa lunghe che possono andare incontro a fratture spontanee, a causa dell’estesa osteolisi causata dall’espansione irregolare delle cisti in una struttura rigida.
La localizzazione cerebrale causa sintomi di compressione, dovuti al processo espansivo (sindrome di ipertensione endocranica).
La
rottura delle cisti idatidee, sia essa di natura traumatica o conseguente ai trattamenti chirurgici, è un evento particolarmente grave, in quanto
possibile causa di shock anafilattico conseguente al rilascio del liquido cistico, ricco di proteine altamente immunogene. La rottura della cisti e la disseminazione dei protoscolici contenuti al suo interno, può portare all’insorgenza di forme secondarie di echinococcosi, ossia la formazione di nuove cisti nella cavità peritoneale o a carico di altri organi (reni, milza, etc.).