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È possibile mettere in atto comportamenti semplici ma fondamentali per garantire la nostra sicurezza.

A casa

È importante:
  1. Lavarsi sempre le mani prima di consumare i pasti;
  2. Lavare con attenzione la frutta e la verdura che dovranno essere consumate crude;
  3. Far visitare periodicamente il proprio cane dal medico veterinario.

Fuori di casa
  1. Dopo una gita in campagna, durante la quale si è venuti a contatto con dei cani, lavarsi accuratamente le mani;
  2. Dopo essere stati nell’orto, lavarsi le mani prima di mangiare o di maneggiare del cibo;
  3. Durante un’escursione o attività all’aria aperta dove esiste la possibilità di contaminazione ambientale (acqua, suolo, bacche, erbe) adottare comportamenti adeguati a scongiurare il rischio di contrarre l’infezione (attenzione ai bambini!).

In allevamento si trascorrono diverse ore al giorno a contatto con l’ospite definitivo (cane). Il cane potrebbe, pur non presentando alcun sintomo, eliminare le uova nell’ambiente tramite le deiezioni, mettendo a rischio l’allevatore.
Per prevenire la malattia è importante:
  1. Fare periodicamente ai cani un trattamento antiparassitario prescritto dal medico veterinario;
  2. Iscrivere il cane all’anagrafe canina;
  3. Non dare da mangiare ai cani visceri crudi (interiora crude) di animali macellati;
  4. Recintare l’orto, in modo da evitare che i cani possano avervi accesso;
  5. Macellare animali sempre sotto controllo veterinario;
  6. Non abbandonare in campagna animali morti.

Come indicato nel Decreto Legislativo n° 81 del 9 aprile 2008 l’Echinococcous granulosus è un agente biologico di gruppo 3, ovvero rappresenta un serio rischio individuale e limitato rischio collettivo (in ragione del fatto che è un agente non veicolato dall’aria). Pertanto, le misure di contenimento si applicano esclusivamente agli stadi del ciclo del parassita che possono essere infettivi per l’uomo, ossia le uova.
Le uova rappresentano un reale rischio biologico: quando si manipolano matrici contenenti potenzialmente uova, come intestino e feci di carnivori, terra, colture orticole, è molto importante inattivare le uova congelando il materiale biologico a – 80°C dai 3 ai 7 giorni o riscaldando a 70°C per 5 minuti.
Quando si manipola materiale biologico quali sieri e/o cisti occorre seguire una procedura diversa, poiché il livello di pericolosità diminuisce. Tuttavia, è obbligatorio l’utilizzo della cappa di contenimento di livello 2, dei Dispositivi di Protezione Individuali e prevedere sempre l’apertura dei campioni all’interno di cappe biohazard.
Tutto il materiale di lavoro contaminato deve essere adeguatamente trattato ossia sottoposto a incenerimento, sterilizzato in autoclave o messo a contatto con ipoclorito di sodio al 10% per almeno 2 ore.